Medico contagiato due volte guarisce con i monoclonali

Lucca, il dottore si era infettato a giugno e questo gli aveva precluso il vaccino: «Allora non si faceva ai guariti». Di nuovo positivo, è stato curato con anticorpi

LUCCA. Contagiato a giugno dal Covid, gli viene negato il vaccino. Così si riammala ma poi guarisce grazie alle terapie a base di anticorpi monoclonali.

L’ordinarietà mal si addice al dottor Aldo Allegrini, 59enne medico di famiglia lucchese, da sempre in prima linea nella lotta al Covid. Allegrini è uno di quei dottori che il virus lo guarda in faccia tutti i giorni: armato del suo ecografo portatile quotidianamente fa visita ai positivi per visitarli di persona e valutare la situazione dei loro polmoni, proprio grazie a quello strumento che ha imparato a usare in Lombardia, durante la prima ondata della pandemia dove era andato come volontario. Il Covid lo conosce anche perché lo ha preso due volte: il primo contagio a giugno, il secondo a fine marzo. «Capita a chi come me è va spesso a visitare i positivi a casa loro – racconta Allegrini – Penso di averlo preso da un anziano, peraltro vaccinato il giorno prima. Un paio di giorni dopo ho cominciato a sentirmi male: febbre, spossatezza, dolori alle articolazioni. Sintomi che conoscevo dal primo contagio anche se stavolta ho avuto meno problemi respiratori».

Per età, condizioni di salute e patologie, il dottor Allegrini può essere considerato un soggetto a rischio. «Sì, in effetti lo sono – dice – Dopo aver avuto il tampone positivo ho preso contatti con il dottor Luchi, primario di Malattie infettive al San Luca – racconta – ed è venuto fuori che rientravo nei parametri per effettuare il trattamento con gli anticorpi monoclonali, una nuova terapia che sta dando ottimi risultati ma che deve essere somministrata nei primi giorni. Così sono andato subito in ospedale e mi hanno somministrato la fiala con gli anticorpi. È stata una sorta di endovena lenta, durata mezz’ora. Dopodiché mi hanno fatto rimanere lì in osservazione per un’ora, per verificare che non ci fossero reazioni avverse. Poi sono tornato a casa. La sera ho avuto un bel febbrone ma il giorno dopo, stavo meglio, nonostante una grande spossatezza. Sono passati una decina di giorni, mi è rimasto solo il raffreddore e domattina (oggi, ndr) mi sottoporrò al tampone per vedere se mi sono negativizzato».

In quanto afferente al personale medico il dottor Allegrini avrebbe dovuto essere già stato vaccinato. Ma come detto l’ordinario per lui non va bene: «Avevo appuntamento a fine gennaio a Campo di Marte – dice – Ma quando il collega ha fatto l’anamnesi e ha saputo che avevo già avuto il virus ha detto che non poteva vaccinarmi. Del resto, all’epoca quella era l’indicazione. Ora è cambiata: ai guariti dal Covid si fa una sola dose». —

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