Pronto soccorso in difficoltà, ecco tre medici in supporto

L’ingresso del percorso per i pazienti Covid al Pronto soccorso del San Luca

L’Asl ha deciso di aumentare il personale in servizio a Lucca e Castelnuovo a causa dell’elevato numero di accessi registrato nelle ultime settimane

LUCCA. Tre medici Usca a supporto dei Pronto soccorso di Lucca e Castelnuovo. L’Asl nord ovest ha deciso di implementare il personale in servizio nei due presidi a causa dell’elevato numero di accessi di pazienti negli ultimi giorni. La situazione si sta facendo sempre più difficile e la scelta è ricaduta sui medici iscritti nelle liste delle Unità speciali di continuità assistenziale. L’azienda sanitaria ammette «rilevanti carenze di organico» all’interno dei Pronto soccorso, a fronte del «permanere di alti livelli di diffusione del Covid che stanno determinando un consistente accesso ai presidi ospedalieri di persone affette da tale patologia». Per questo la giunta regionale con una nota ha dato la possibilità alle Asl di attingere alle graduatorie Usca «anche per l’attribuzione di incarichi per le esigenze operative di continuità assistenziale di pazienti Covid, anche in setting operativi diversi da quelli domiciliari».

Le squadre Usca, infatti, sono state istituite nel marzo dello scorso anno proprio per offrire assistenza a domicilio ai pazienti risultati positivi al coronavirus che non presentassero sintomi gravi, tali da richiedere il ricovero in ospedale. Un lavoro fondamentale che finora ha permesso di assistere migliaia di pazienti in tutta la provincia limitando gli accessi ai pronto soccorso. E che adesso viene ulteriormente implementato. Nel complesso in tutto il territorio dell’Asl nord ovest saranno tredici i medici reclutati per operare all’interno delle aree emergenza urgenza dei diversi presidi ospedalieri, con un contratto semestrale. Tre di questi, come accennato, saranno destinati all’area di Lucca e della Garfagnana. Le loro prestazioni «saranno rivolte prioritariamente alla gestione di pazienti con sintomatologia Covid o comunque sospetti tali, con possibilità di turnazione anche in orario notturno, purché in compresenza con personale medico esperto». Il “percorso pazienti sospetti Covid” è stato istituito all’interno di ogni Pronto soccorso, nell’area prospiciente alle postazioni di alta intensità di cure nel caso in cui fosse necessario un immediato supporto respiratorio. Il percorso è allestito con postazioni mobili per il monitoraggio della saturazione, ecocardiogramma e parametri vitali come frequenza cardiaca e respiratorio e pressione arteriosa. In questa area vengono indirizzati tutti coloro che al momento dell’accesso presentano sintomi riferibili al Covid. —


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