Fosso, c’è la richiesta danni
 

I titolari delle centraline idroelettriche contro il Comune: non pulisce la griglia

 
LUCCA. Condotto pubblico, i concessionari passano al contrattacco e inviano una richiesta di risarcimento danni al Comune: «Non rispetta l’impegno di pulire quotidianamente la grata di via del Fosso, abbiamo le prove. Questo provoca danni al baluardo». Non si è fatta attendere la risposta dei concessionari idroelettrici in replica alle esternazioni del sindaco Alessandro Tambellini all’indomani del ricevimento, da parte del Comune di Lucca, di una consistente (ma non ancora quantificata) richiesta di risarcimento danni inviata dall’avvocato Angelita Paciscopi, il legale incaricato dai concessionari idroelettrici. 
 
 
Grazie alla installazione di appositi strumenti di misurazione, i concessionari delle centraline idroelettriche sono riusciti a dimostrare che il Comune di Lucca non assolve agli obblighi di pulizia della griglia di San Colombano. Ciò determina l’innalzamento delle acque che tracimano verso il baluardo di S. Colombano che viene lambito dal flusso di acque. In sostanza, dicono i concessionari, la colpa dei danni che la portata dell’acqua sta causando sul baluardo, è da attribuire al Comune. 
 
«Se la griglia fosse pulita costantemente non vi sarebbe alcuna fuoriuscita verso il baluardo di S. Colombano né, tantomeno, alcuna possibile erosione. Abbiamo prove certe che la griglia – che dovrebbe essere pulita giornalmente – viene pulita in modo assolutamente sporadico e casuale. Abbiamo registrato che in ben 17 giorni sono state effettuate solo 5/6 pulizie, il tutto in disprezzo a quanto esplicitamente previsto nella convenzione che si riferisce espressamente alla pulizia giornaliera». Esiste un’antica e convenzione tra l’amministrazione demaniale dello Stato ed il Comune di Lucca: prescrive che l’ente locale, a propria cura e spese, provveda giornalmente alla pulizia della griglia a regola d’arte in modo da non recare danno o impedimento al buon regime del canale. 
 
La vicenda si protrae ormai da qualche anno poiché il Comune, secondo i concessionari non si è mai preoccupato di adempiere a tale impegno ma chiese per scritto alle centraline idroelettriche “collaborazione per mantenere in efficienza la griglia attuale” e i concessionari, in spirito di collaborazione, donarono all’ente una griglia del valore di 57mila euro che, grazie a un sistema di automazione, avrebbe permesso agli addetti di Sistema Ambiente di provvedere in modo rapido al compito. 
 
Ma così, sostengono i concessionari, non è mai stato fatto. «Non rispettando gli obblighi di concessione – spiegano i concessionari –, il Comune non solo è l’unico responsabile del passaggio dell’acqua verso il baluardo San Colombano ma, chiedendo ripetutamente la chiusura dell’acqua alla Regione, ha causato un danno economico di mancata produzione alle centrali idroelettriche che ricordiamo hanno speso per la sola manutenzione straordinaria del canale molte centinaia di migliaia di euro». 
 
Occorre riassumere brevemente la vicenda: nel 2014 e la Provincia, all’epoca competente su questa materia, rilascia delle concessioni ventennali ad alcune società (tra cui Lucca Holding servizi, partecipata dal Comune) interessate a produrre energia elettrica installando delle centraline lungo i 12 chilometri del condotto pubblico. In cambio le società si impegnano a versare 650 mila euro per lavori di manutenzione sull’infrastruttura, datata XIV secolo e bisognosa di interventi. Sembra un’ottima idea da tutti i punti di vista: con un sol colpo si recupera all’antico splendore un’opera di ingegneria idraulica di indubbio valore storico e lo si fa producendo energia pulita.
 
La realtà, però, si mangia il sogno. Il condotto non è in grado di reggere la portata necessaria a far funzionare le turbine (cinque metri cubi al secondo) e cominciano i problemi: allagamenti e fenomeni di erosione, tra cui la chiusura di un tratto di via del Fosso. Ma su quest’ultimo punto i concessionari individuano un’altra causa. «È stato confermato dall’ufficio tecnico del Comune – spiega l’ingegner Dario Bessi, consulente dei concessionari – che la chiusura di un tratto di via dei Fosso è stata determinata dai sovraccarichi del traffico e non dal livello dell’acqua la cui spinta idrostatica è opposta». –
 
(foto di Fiorenzo Sernacchioli)