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Focolai dovuti alla variante inglese e 15 classi ancora in quarantena

Lucca, la responsabile della Prevenzione illustra i dati sui contagi nelle scuole riscontrati nell’ultimo mese  


LUCCA. Il Covid nelle scuole, la gestione della terza ondata e la riorganizzazione del sistema di tracciamento. La dottoressa Giovanna Camarlinghi, direttrice del dipartimento di Igiene e Prevenzione dell’Asl, fa il punto della situazione.

Dottoressa, come è stato organizzato il tracciamento dei nuovi positivi in questa terza ondata?

«C’è stata una divisione del lavoro: già da qualche mese i nuovi casi che riguardano gli adulti vengono seguiti e gestiti dalla Centrale unica realizzata a Carrara. Al dipartimento territoriale è stato dato il compito di seguire l’andamento del contagio nelle scuole».

Gli alluni fino alla prima media sono tornati in classe giusto mercoledì. Com’è la situazione?

«Negli ultimi mesi la circolazione del virus nelle scuole è stata particolarmente intensa e paragonabile a quella del periodo ottobre-novembre nella seconda ondata. Basti pensare che nonostante le vacanze di Pasqua ci sono ancora 15 classi in quarantena, 17 ragazzi positivi e 273 soggetti in quarantena, tra alunni e docenti. Riportati alla totalità dei ragazzi che frequentano le scuole della Piana si tratta di numeri bassi ma indicano che il virus è ancora in circolazione e non bisogna abbassare la guardia».

Può darci qualche altro numero utile a fotografare la situazione?
«Dal 9 marzo all’7 aprile abbiamo avuto 91 classi in quarantena, 35 studenti positivi nelle scuole superiori, 17 alle medie e 25 nelle primarie. Ora la situazione è sotto controllo e tutti i focolai sono stati risolti».

Come mai, nonostante la settimana di stop, ci sono ancora così tante quarantene?
«Perché alcune sono state fatte durante le vacanze. E se c’è il sospetto di essere di fronte alla variante inglese del Covid il protocollo prevede di cercare tutti i contatti avuti dal soggetto nei 14 giorni precedenti e non solo nelle ultime 48 ore».

Come fate a sapere se siete di fronte alla variante?
«Se ci sono più positivi all’interno di una stessa classe dobbiamo operare come se si fosse di fronte a un caso di variante inglese. E cambiano alcune procedure: per prima cosa, come detto, occorre cercare i contatti dei 14 giorni precedenti e in secondo luogo il tampone diventa obbligatorio per il rientro a scuola di coloro che sono stati messi in quarantena perché contatti di un positivo. E vale anche se non hanno avuto alcun sintomo».

Quanti sono stati i casi di questo tipo?
«Nell’ultimo mese ne abbiamo avuti quattro ma come ho detto sono tutti risolti. La variante è più contagiosa ma non più grave dal punto di vista clinico. Per chiudere il discorso ecco i dati del progetto “Scuole sicure”: dal 15 gennaio sono stati reclutati 1.302 ragazzi delle superiori, su cui sono stati effettuati 2.282 tamponi. Solo 11 erano positivi».

Veniamo agli adulti: in questa terza ondata sembra che le cose abbiano funzionato meglio.
«Nella nostra zona siamo vicini al 100 per cento del tracciamento. La Centrale unica funziona: ci sono 120 persone che dalle 8 alle 19,30 garantiscono la presa in carico di tutti i nuovi contagiati, facendo loro l’intervista per poi ricercare i contatti stretti». —

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