L’acqua si mangia le Mura di Lucca. Il sindaco: "Non si può danneggiare un bene storico"
 

La portata del condotto è troppo alta e danneggia il monumento e le strade

LUCCA. Si alza il livello delle acque e parimenti crescono perplessità e preoccupazione dei cittadini lucchesi nei riguardi del condotto pubblico, il canale irriguo che nasce come derivazione del Serchio a San Gemignano di Moriano e si snoda per 12 chilometri nel territorio di Lucca per andare a morire nel Piscilla all’altezza di viale Europa e da lì nell’Ozzeri. Un’opera di ingegneria idraulica nata nei secoli addietro con lo scopo di alimentare gli antichi mulini, i campi e i giardini delle abitazioni lucchesi e che ora invece provoca allagamenti (a San Pietro a Vico) e cedimenti delle strade (via del Fosso), lambendo pericolosamente le mura nel tratto del costone del baluardo di San Colombano.
 
Senza considerare il pericolo per ciò che ci finisce dentro: la scorsa settimana un capriolo c’è annegato. Il problema principale, sebbene non l’unico, pare essere il livello delle acque, che dal 2014 – dopo anni in cui il canale era quasi a secco – si è improvvisamente alzato. Il motivo? L’accordo siglato nel 2014 dalla Provincia con alcune società intenzionate a rimettere in sesto i vecchi mulini, installandovi delle turbine idroelettriche capaci di generare energia pulita dal moto dell’acqua. In cambio i concessionari hanno stanziato 650mila euro per lavori di manutenzione. Le concessioni sono ventennali e prevedono che il condotto abbia una portata di cinque metri cubi al secondo. In quest’ottica il flusso viene regolato grazie a un sistema di chiuse. Il problema è che una tale portata è mal sopportato da un’infrastruttura che risale al 1300.
 
«Tenere tutto l’anno l’acqua al limite della portata ha determinato che la forza della corrente si ripercuota su tutto il percorso del canale e in particolare dentro le Mura – spiega il sindaco Alessandro Tambellini – L’acqua si insinua nelle murature delle spallette determinando allagamenti di cantine ma anche pericolosi fenomeni di erosione che hanno portato alla chiusura di un tratto di via del Fosso. I rischi e i costi di questi disagi non sono più tollerabili, non si possono danneggiare beni storici come le Mura di Lucca». La preoccupazione del sindaco è condivisa da molti lucchesi: l’ex primo cittadino Pietro Fazzi quasi quotidianamente pubblica su Facebook foto del condotto, sottolineando l’elevato livello dell’acqua. «E continuerò a farlo ogni volta che ci passo», dice. 
Il problema non è di facile risoluzione anche per una questione di attribuzioni.
 
A seguito della riforma Delrio la Regione ha avocato a sé le competenze che prima erano in carico alla Provincia, che rimane proprietaria del condotto, ma senza la possibilità di gestirlo. Insomma, un guazzabuglio. «Auspichiamo che l’incertezza giuridica sulla titolarità del condotto si risolva il prima possibile – spiega l’assessore Francesco Raspini – Una volta effettuato il passaggio di consegne la Regione dovrà trovare una soluzione al problema». Tra coloro che hanno preso a cuore la vicenda c’è il presidente del consiglio comunale Francesco Battistini: «Quando ero presidente della commissione lavori pubblici ho convocato per ben due volti le società titolari delle concessioni per far presenti i problemi che il livello del condotto sta provocando per far funzionare le centraline. Ma non il problema non è stato risolto. Dico questo: se all’origine è stato fatto un errore perché non si sono considerati gli effetti di una tale portata sul condotto, adesso servono l’intelligenza e la sensibilità per riconoscerlo e fare marcia indietro». 
 
 
La patata bollente passa in mano alla Regione, e in particolare all’assessore all’Ambiente Monia Monni. Le ipotesi sono due: trovare fondi per lavori di straordinaria manutenzione che “impermeabilizzino” il canale oppure sciogliere la convenzione liquidando i concessionari. Dagli uffici fiorentini propendono più per la prima ipotesi e stanno lavorando proprio per trovare un punto di equilibrio che salvaguardi gli interessi dei concessionari e la salvaguardia dell’infrastruttura. Non sarà facile. Peraltro si fa notare come al momento della stipula dell’accordo il Comune era presente in Conferenza dei servizi e non solo ha dato parere favorevole al progetto ma ha persino acquisito (tramite Lucca Holding Servizi) una delle concessioni per l’installazione di una centralina idroelettrica sotto la ex cartiera Pasquini. Centralina che peraltro non è mai stata attivata.—
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