In aumento i nuovi poveri

Tante le persone aiutate dalla Croce Verde, in difficoltà già da prima del Covid

LUCCA. «Il nostro sogno è quello di diventare inutili»: no, non è una frase assurda quella di Daniele Massimo Borella, presidente della Croce Verde di Lucca. In un mondo perfetto, infatti, non ci sarebbe bisogno di angeli. Come questi angeli che, invece delle ali, indossano delle casacche arancioni. Quelli della Croce Verde appunto. Dici Croce Verde e pensi alle ambulanze, alle corse in ospedale o all’assistenza ai malati. E pensi giusto, perché la Croce Verde è questo. Ma non è solo questo. L’elenco di ciò che questa e tante altre associazioni fanno a sostegno del prossimo è enorme. Ma di una in particolare ci vogliamo occupare oggi, perché descrive un lato della nostra società di cui troppo spesso ci dimentichiamo, quello dei nuovi poveri. Un’emergenza che non è di oggi. Il Covid c’entra relativamente, perché questo dramma ha origini ben più lontane nel tempo, e la pandemia ha "solo" contribuito a complicare ulteriormente le cose.

«Negli ultimi sei/sette anni - spiega infatti Borella - abbiamo preso coscienza di un cambio di quello che è lo status di riferimento della povertà. Se lo stereotipo indicava nel cittadino extracomunitario la figura bisognosa di aiuto, la realtà ci mostra anche che sono sempre più numerosi i cittadini italiani che si trovano in difficoltà. Anche persone apparentemente insospettabili, con un lavoro, ma che le circostanze della vita hanno messo davanti a difficoltà insormontabili. Un esempio classico è quello di chi, dopo un divorzio, si trova in difficoltà a sostenere le spese per gli alimenti e per un’altra abitazione, e che è costretto a rivolgersi a noi per avere un asilo notturno o per il cibo. Persone che pur avendo uno stipendio non riescono a far fronte a tutto». Insomma, se dovessimo fare un conto delle persone assistite queste si dividerebbero equamente tra cittadini italiani e stranieri, anche se, davanti al bisogno, non esistono differenze. E l’arrivo del virus non ha certo aiutato, sia dal punto di vista più banale, ma non troppo, dell’operatività dei volontari (che non si sono mai fermati), sia da quello, più grave, delle persone che hanno bisogno di aiuto: «Il Covid ha accentuato il problema, con molte persone che si sono ritrovate senza lavoro. Ma il grosso, temiamo, arriverà quando finiranno gli ammortizzatori sociali».

Sostenere tutte queste persone non è facile, ma la cosa che rende più difficile intervenire però è il riuscire a individuare chi ha bisogno di aiuto, perché chiederlo per molti è impossibile. C’è un senso del pudore, quasi una vergogna (ingiustificata) nell’ammettere, anche a se stessi, di non riuscire a farcela da soli: «L’aspetto psicologico è quello a cui bisogna stare più attenti - prosegue il presidente - in alcune situazioni andiamo a portare i pacchi viveri e gli aiuti con i nostri mezzi privati, e senza divisa, per non mettere in imbarazzo con il vicinato chi stiamo aiutando. Ma anche individuare chi ha bisogno è un compito delicato: accanto ai canali istituzionali, come Comuni e Asl, c’è anche quello che definiamo touchpoint, ossia i casi che scopriamo entrandovi in contatto diretto. Per esempio facendo uno dei servizi che eroghiamo, come quello del trasporto sanitario, capita di trovarci davanti a situazioni difficili. Ma occorrono persone adatte per riuscire a comprenderlo. Grazie ai nostri volontari che hanno la possibilità di entrare nelle case e hanno la sensibilità necessaria riusciamo a individuare situazioni difficili. A quel punto cerchiamo di attivarci con un contatto diretto, con tutta la delicatezza necessaria».

Per portare avanti tutto questo immenso lavoro servono forze, servono volontari, serve una rete di collaborazione con il territorio: «E quest’aspetto è importante - riprende Borella - noi siamo laici me senso più profondo del termine, collaboriamo a 360 gradi con tutti: associazioni, parrocchie, gruppi. Facciamo rete, collaborando con tutti e in ogni modo, tenendo sempre al centro i bisogni dei cittadini».

(Foto di Ilaria Genovesi)