A rischio l'attività delle carrozze nel centro storico

Pietro Osenga sulla sua carrozza

Il titolare Pietro Osenga: "Da quando hanno chiuso nuovamente tutto era inutile venire in città con i cavalli"

LUCCA. Pietro Osenga e i suoi due cavalli accompagnano in giro per Lucca in carrozza i turisti che arrivano da ogni parte del mondo fin dal 2003. O, sarebbe meglio dire, “accompagnava” in giro, visto che la sua, come tante altre, è una di quelle attività che il Covid ha messo in ginocchio e che la Cna di Lucca sta seguendo con attenzione. A parte un paio di mesi questa ultima estate, l’assenza totale di turisti in città ha impedito a Pietro di lavorare e, di conseguenza, ad avere moltissima difficoltà ad andare avanti.

“Lucca è una città dove ancora i turisti capitano per caso”, dice Osenga parlando con passione della sua attività. "Mentre racconto la città, durante i giri in carrozza, molti sono ancora stupiti di non averne avuto conoscenza prima. Qui arrivano per caso, spesso dopo aver visitato Firenze e Pisa, magari dietro consiglio di amici”.

E questo già limitava il bacino di utenza per chi si dedica al servizio turistico con veicoli a trazione animale. La pandemia ha fatto il resto e non sembra che, a breve, Osenga e i suoi cavalli possano tornare a lavorare.

“Da quando hanno chiuso nuovamente tutto – spiega – era inutile venire in città con i cavalli. In più, dopo i primi due mesi, non ho potuto accedere nemmeno ai ristori previsti. Prima perché non c’era il codice della mia attività nell’elenco dei beneficiari poi, visto che dovevo pensare prima alla famiglia e ai cavalli, perché non ero in pari con i pagamenti dovuti di tasse. Solo adesso si spera approvino l’idea di verificare le effettive perdite di ogni attività e contribuiscano di conseguenza”.

Insieme ai turisti sono sparite anche le cerimonie, per cui Hermi e Cindy (questi i nomi dei due cavalli) rimangono ancora in mezzo agli olivi ad annoiarsi. Ma il Covid non è l’unica minaccia per questo tipo di attività.

“Sono tre anni che il Governo tenta di emanare delle normative per renderci fuori legge – spiega Osenga – senza peraltro arrivare ad una conclusione. Questi tentativi, però, fomentano molte persone che arrivano anche a inveire dietro la carrozza. Una situazione decisamente spiacevole che rende tutto ancora più difficile. La nostra invece sarebbe una di quelle attività da promuovere in vista di una società più green e attenta ad una mobilità dolce. In fondo, i centri storici come quello di Lucca erano predisposti proprio per il passaggio dei cavalli”.

“La Cna è sempre presente quando si tratta di sostenere le attività artigianali e dare voce alle piccole realtà del territorio - dice Andrea Giannecchini, presidente provinciale dell’associazione - ed in particolar modo quelle che, come questa, appartengono alla nostra tradizione culturale”.

Pietro Osenga svolge questo lavoro da oltre venti anni e da quattro anni mette la sua esperienza a disposizione della collega Marika Iavarone, 24enne che, con i suoi cavalli Luigi e Mario ha intrapreso questa attività nel centro storico.