L’argine del fiume Serchio come una discarica tra calcinacci, sacchi e resti di picnic

Lucca, gli incivili continuano a lasciare il segno nonostante l’impegno dei volontari

LUCCA.Le sponde del Serchio restano nel mirino degli incivili. Può sembrare paradossale, ma a fare più impressione non sono i sacchi neri pieni di spazzatura, e nemmeno i calcinacci abbandonati. No, sono delle banalissime cartine di caramelle, quelle da dieci centesimi che a volte vengono usate anche a mo’ di resto dai baristi. Nel panorama generale di natura violentata lungo le sponde del Serchio quelle cartine, insignificanti rispetto al resto, costituiscono invece un segnale preoccupante: quello che a minacciare l’ambiente è anche la pigrizia. Una volta aperta la caramella, quanto ci vorrà a rimettere quella cartina vuota nella stessa tasca da cui si era tirata fuori piena? Quanto peserà? Poi ci sarebbero anche tante altre considerazioni da fare, sul come siano più insidiosi i piccoli rifiuti rispetto ai resti ingombranti (più appariscenti ma anche per questo più facili da individuare e rimuovere), ma ciò che colpisce è la facilità di un simile gesto. Così come colpiscono i resti dei bivacchi di chi ha improvvisato un picnic sulle sponde del fiume, lasciando lì vaschette di alluminio, posate in plastica, lattine e bottigliette, invece di rimetterle semplicemente nel sacchetto da cui le avevano levate e portarselo via. Pigrizia e mancanza di rispetto.



Ieri si è avuto un primo assaggio di estate, ed essendo domenica le sponde sono state prese pacificamente d’assalto da famiglie con bambini, ciclisti, persone che portavano a spasso il loro cane. Persone che hanno scelto quest’angolo, a pochi minuti di auto dalle Mura di Lucca, per godersi questo primo sole, in un ambiente naturale che a cose normali è meraviglioso. Però lo spettacolo che si è parato loro davanti, in particolare per chi ha scelto le sponde dell’Oltreserchio, in molti casi non è stato dei migliori.

Preoccupa in particolare un aspetto: son passate giusto tre settimane da quando le sponde dei corsi d’acqua della Lucchesia, Serchio compreso, sono stati al centro di una campagna di ripulitura da parte di volontari. Tre settimane e già le ferite a cui persone di buona volontà avevano provato a rimediare sono ricomparse. Tutto inutile? No. Il passaggio dei volontari si nota. A parte quelli nascosti nei roveti, i rifiuti che si trovano non sembrano essere qui da mesi o settimane. Nella maggior parte dei casi appaiono gettati qua da pochi giorni. Il che forse fa più rabbia, perché è vero che sporco chiama sporco, ma qui non c’era nemmeno questa insulsa giustificazione. Lo si nota in particolare all’altezza del campo sportivo dell’Oltreserchio, uno dei pochi punti in cui si può arrivare in auto direttamente sull’argine del fiume (a dire il vero lo si può fare quasi ovunque, solo che in questo caso è consentito). Qui in tanti parcheggiano e poi proseguono a piedi lungo lo stradello che segue il corso del fiume. E proprio qui si notano i resti di quei picnic detti sopra. Ma è una zona facile da raggiungere anche per chi, dopo qualche lavoretto in casa, non sapeva bene come disfarsi di piastrelle, calcinacci e così via, gettati lungo il ciglio che si affaccia sul Serchio. Tanti per non pensare a un qualche professionista del settore. Del resto ciò che rimane delle lavorazioni edili sono una costante lungo tutte le stradine interne all’argine, quelle su cui, in teoria, sarebbe proibito andare con mezzi a motore, ma che in pratica (le tracce di pneumatici sono lì a dimostrarlo) sono assai bazzicate. Qui, ormai mischiati alla vegetazione, mattoni e calcinacci, ma anche pezzi di lavandino, resti di mobilia, sono il rifiuto più diffuso.

Ma c’è anche chi utilizza le sponde per smaltire la propria spazzatura, portando qui i sacchi neri destinati alla raccolta rifiuti. In questo senso il luogo prediletto è rappresentato dal punto più vicino a Ponte San Pietro, sotto il cavalcavia autostradale (dove attualmente c’è anche un cantiere per la manutenzione dello stesso). Qui, in tanti, arrivano comodamente in auto e gettano i propri sacchi. E a far particolarmente male è un vecchio seggiolino per bambini, buttato qui una volta diventato inutile. Fa male al pensiero dell’educazione che quel bambino potrà ricevere da simili genitori.



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