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Appropriazione indebita, impiegata di banca condannata a otto mesi

Accusata di essersi impossessata di 185mila euro dal conto corrente cointestato con l’anziano zio defunto  

LUCCA. Si conclude dopo cinque anni con una condanna una controversa vicenda che ruota intorno ad un’eredità di svariate centinaia di migliaia di euro. Il giudice monocratico Alessandro Dal Torrione ha condannato un’impiegata di banca con l’accusa di appropriazione indebita a otto mesi di reclusione con pena sospesa. Si tratta di Alessandra Del Greco, 56 anni, di Tempagnano, che il giudice ha condannato anche a risarcire le tre parti civili – Maria Rita Petri, Paolo Giovanni Petri e Stefano Petri – stabilendo il danno in poco meno di quarantamila euro ciascuno. Con ogni probabilità, una volta lette le motivazioni, il legale dell’imputata ricorrerà in Appello.

I fatti. La vicenda risale al 23 febbraio 2016 e stando all’accusa l’impiegata di un istituto di credito cittadino si sarebbe appropriata della somma di circa 185mila euro prelevandola dal conto corrente cointestato allo zio Giuliano Petri all’agenzia di Borgo Giannotti del Monte dei Paschi di Siena. In particolare, stando alla procura, dopo il decesso dello zio – avvenuto il 27 luglio 2015 – e a fronte di una procedura extra giudiziale, volta all’accertamento dell’effettiva titolarità delle somme giacenti sul conto corrente cointestato alimentato unicamente con gli emolumenti di Giuliano Petri, la donna, che viveva con l’anziano, si sarebbe appropriata del denaro cagionando un danno patrimoniale di rilevante entità ai tre eredi costituitisi parte civile nel procedimento penale. Tra l’altro, prima della decisione del gup di rinviare a giudizio l’impiegata bancaria, c’era stata una richiesta di archiviazione della procura per il reato di circonvenzione d’incapace di fatto indimostrabile dopo la morte del congiunto. Stando ai nipoti, dopo la lettura del testamento, alla cugina convivente del defunto sarebbe spettato l’immobile mentre la liquidità, formata da denaro contante depositato sul conto corrente e i titoli di Stato, sarebbero spettati agli altri nipoti. Al termine della lettura del dispositivo, Paolo Petri, parte civile nel processo, ci tiene a ringraziare il suo legale: «L’avvocato Luca Fontirossi ha fatto un lavoro eccezionale seguendo il lungo iter giudiziario con grande dedizione. Non porto rancore verso nessuno, ma credo che alla fine la verità è emersa nella sua limpidezza». —


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