Dopo mesi una prenotazione per la ragazza della carrozza: «Non ci potevo credere»

Marika, 24 anni, accompagna i turisti alla scoperta di Lucca: «Da novembre non si lavora ma le spese per cavalli e ditta ci sono»  

LUCCA. Una nuova prenotazione dopo mesi di silenzio. Arriva da lontano, dagli Stati Uniti per la precisione, quella che per Marika Iavarone, cocchiera di 24 anni di Lucca, è una ventata di speranza per il futuro. Una prenotazione, per quattro persone, per un giro del centro storico a bordo della sua carrozza da effettuare in estate. «La prenotazione mi è arrivata tramite TripAdvisor - racconta - quando ho visto la mail non ci potevo credere. Erano mesi che non ne ricevevo una. Anche perché non lavoro tanto con le prenotazioni online: lo scorso anno ne ho avute solo tre. La maggior parte dei turisti decidono di fare un giro in carrozza quando mi vedono in piazza Napoleone. La prenotazione che arriva dagli Stati Uniti - continua - è per luglio e non è vincolante: fino a 24 ore prima si può disdire gratuitamente».

Sono già tre anni che Marika, insieme al suo cavallo Luigi, accompagna i turisti alla scoperta delle meraviglie di Lucca: dal Duomo alle torri Guinigi e delle Ore passando per piazza San Michele e le Mura. Un’attività quella della “conducente di carrozze” che per la giovane è una passione che inseguiva già da quando frequentava le scuole superiori. E alla quale non ha intenzione di rinunciare nonostante questo momento di difficoltà. «Per il turismo la situazione è critica - dice - penso anche ad altri lavoratori del settore e in generale ci sentiamo abbandonati. Non si vede la fine e si va avanti per inerzia, cercando di resistere, senza sapere quando si tornerà alla normalità. Nel 2021 non ho ancora fatto la mia prima corsa. Quest’estate ho cercato di lavorare anche facendo prezzi inferiori ma adesso da mesi sono ferma. Le stagioni in cui lavoro di più sono sempre state la primavera e l’estate ma anche in inverno, soprattutto se c’era una bella giornata, capitava che qualcuno chiedesse di fare un giro e almeno ci tiravo fuori le spese. Ora invece da novembre non incasso niente e vado anche meno in piazza Napoleone. Preferisco lasciare i cavalli liberi in campagna. Sto cercando di tirare la cinghia ma a marzo-aprile devo ricominciare a lavorare perché mantenere i cavalli e la ditta comporta delle spese». A mollare quindi Marika non ci pensa nemmeno. Anche perché questo per lei è più di un lavoro. «Se dovessi smettere di farlo - spiega - sarebbe come perdere la mia identità. Tutti mi conoscono perché sono la “bimba della carrozza”».

Come del resto è fuori discussione, almeno per ora, cambiare città. «Stare a Lucca, che è una città ricca d’arte, mi dà anche la possibilità di tenere i cavalli in campagna - dice - io sto a Sant’Angelo, a due chilometri dalle Mura e per me è importante che Luigi e Mario, il nuovo arrivato che sto addestrando, stiano bene. Credo che se andassi a lavorare a Firenze, a Roma o che so a New York guadagnerei di più ma i cavalli starebbero peggio». Prima del Covid Iavarone riusciva a fare in media 360 corse l’anno mentre nel 2020 ne ha fatte circa 120: un terzo. «Da fine settembre non ci sono più stati turisti - dice - e anche con la zona gialla le cose non vanno meglio. I turisti toscani sono pochi. Sto cercando di fidelizzare anche i lucchesi ma non è facile. Non mi piace chiedere aiuto ma avendo una licenza comunale mi dispiace che nessuno del Comune mi abbia domandato come vanno le cose». —


© RIPRODUZIONE RISERVATA