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Villa Michaela, rifugio per vip in fuga dalla pandemia Covid

Villa Michaela, complesso immobiliare nascosto alle pendici del monte Zano, in via di Valle, la strada che alle spalle della chiesa di Vorno conduce in una delle zone più suggestive delle colline del capannorese: la dimora più volte è finita sulle riviste specializzate proprio per i giardini che si vedono nelle fotografie. Proprietaria è la famiglia Rhode

La famiglia Rhode l’ha ritirata dal mercato e in questi mesi di lockdown l’ha messa a disposizione di ospiti illustri. Il tutto in attesa del ritorno dei turisti

CAPANNORI. Villa Michaela sfida la pandemia in attesa di riabbracciare i turisti (soprattutto inglesi e americani) che ne hanno fatto una delle mete preferite nel Capannorese. La dimora di Vorno, già appartenuta alla famiglia Nottolini e residenza di famiglia del grande architetto che ha realizzato l’acquedotto, non solo non è più in vendita ma ha diversi progetti e iniziative per valorizzare a pieno il patrimonio e la storia che si respira dentro le sue stanze.

La conferma arriva dai proprietari, la famiglia Rhode, dopo nuovi investimenti e la decisione di ritirarla dal mercato. Nel 2016 la dimora, famosa anche per gli ospiti passati dalle sue stanze, era finita in vendita nei circuiti specializzati.


All’ombra dei suoi pergolati negli anni passati hanno soggiornato nomi del jet set internazionale, scrittori di best seller e attori di Hollywood, dall'attore Kevin Bacon (Footloose, Jfk e Mystic River tra i suoi film) agli scrittori Ken Follett e Michael Crichton, "papà" (fra l'altro) di Jurassic Park e di ER. E poi la ex first lady d’America Bird Johnson, moglie del presidente Lyndon B. Johnson. Personaggi che certo non hanno avuto problemi a staccare gli assegni per i circa 40mila euro richiesti per una settimana di soggiorno. E negli ultimi mesi molti politici e aristocratici britannici, nonché uomini d’affari hanno scelto la villa per “fuggire” dalla pandemia e lavorare in remoto in un luogo incastonato in un parco di 50 ettari tra uliveti e limonaie, ai piedi del monte Zano.

La struttura principale dispone di camere matrimoniali, piscina con vasca per bambini e un campo da tennis. Fiore all’occhiello una splendida cappella dalla facciata neoclassica raffigurante motivi floreali e l’Annunciazione e un pianoforte a coda, consacrata per i matrimoni (fino al 17 ° secolo aveva il suo prete). Una villa vissuta dalla proprietà che intende valorizzare la villa in chiave turistica e con un forte legame col territorio.

Nella tenuta si organizzano tanche tour gastronomici, corsi di cucina e degustazione di vini e finita l'emergenza covid tornerà ad ospitare eventi privati oltre ad essere location per servizi fotografici e cinematografici. «Abbiamo restaurato la villa e tutti i suoi affreschi, trasformandola in una proprietà caratteristica, vivace e lussuosa in mezzo alla natura, mantenendo l’essenza e la bellezza originale – dice la proprietaria Vanessa Rhode – una dimora dinamica che guarda al futuro partendo dal passato, dal suo patrimonio e dall’eredità di Nottolini che intendiamo sempre più valorizzare a livello turistico».

Ha una storia antica e nobile, questa villa quasi nascosta alle pendici del monte Zano, in via di Valle, la strada che alle spalle della chiesa di Vorno conduce in una delle zone più suggestive delle colline del capannorese. Il nucleo originario risale al XV secolo, ma è stata più volte rimaneggiata nel corso del tempo. Arrivò fra i possedimenti della famiglia Bambacari nel 1726, su lascito di Lorenzo Sirti. Qualche decennio dopo venne acquistata da Gian Domenico Nottolini, padre di Lorenzo. Rimase per tutto il XIX secolo fra i beni della famiglia del grande architetto. Dopo una serie di passaggi di proprietà, nel 1987 finì agli attuali proprietari, una coppia di inglesi. La villa ha aderito al circuito “Sposarsi in villa” attraverso una convenzione col Comune: vi si celebrano anche cerimonie anglicane.
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