LUCCA. Una storia triste che avrebbe potuto trasformarsi in tragedia. Una storia di minacce e maltrattamenti in famiglia che ha visto per oltre un anno un giovane albanese finito nel vortice della droga usare ripetutamente violenza nei confronti della madre e del padre. Schiavo della tossicodipendenza li avrebbe colpiti ripetutamente in varie circostanze e in preda a crisi di astinenza per avere del denaro. Erano sufficienti anche venti euro. E se madre e padre cercavano di resistere, di impedire al loro figlio di buttarsi via, arrivavano pugni e calci. E le minacce. In una circostanza era apparso anche il coltello. Un’umiliazione continua con la madre non ancora sessantenne che, piena di lividi ed ecchimosi sul corpo, sul volto, sulle gambe e sul naso, si era rifiutata di farsi medicare al pronto soccorso dell’ospedale San Luca.
Fatti avvenuti tra il luglio del 2019 e lo stesso mese dello scorso anno all’interno delle mura domestiche in una casa alla periferia della città. Alla fine però l’intervento dei carabinieri del radiomobile e della Compagnia di Cortile degli Svizzeri era stato provvidenziale. E l’arresto del giovane albanese non ancora trentenne aveva impedito conseguenze ben peggiori ai genitori e al fratello maggiore. Anche nel momento dell’arresto - avvenuto nel luglio 2020 - il giovane dell’Est aveva dato in escandenza scagliando contro i militari, lanciando nei loro confronti una serie di oggetti, colpendoli con calci e pugni e minacciandoli di morte. Nei suoi confronti il pm Paola Rizzo aveva disposto il rinvio a giudizio con l’accusa di maltrattamenti in famiglia ed estorsione. Proprio per quest’ultimo reato l’imputazione davanti al gip Simone Silvestri è caduta ed è rimasta in piedi quella dei maltrattamenti in famiglia. Il giovane albanese è stato condannato a 2 anni e 8 mesi di reclusione. Ma, dopo un periodo di detenzione al penitenziario di San Giorgio, è stato rimesso in libertà con obbligo di dimora in una casa nel Capannorese. I genitori lo hanno perdonato e vorrebbero tornasse con loro. Ma i tempi non sono ancora maturi. Il ventinovenne dell’Est, sottoposto ad un programma di recupero, ha promesso solennemente al giudice che avrebbe cambiato vita.
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