Scherzi, ricordi e il valzer di nonna Medly: così a 88 anni ha conquistato Instagram

Vive a Sant’Anna e da fine dicembre ha un profilo sul social network che gestiscono i nipoti: "È un modo per dare voce a una generazione che può comunicare tanto"

LUCCA. Il 15 gennaio spegnerà 88 candeline. E quest’anno, a farle gli auguri, non ci saranno solo i suoi familiari ma anche i follower su Instagram. Sì, perché Maddalena Teani, nata a Fibbialla ma residente a Lucca, che in casa tutti chiamano “nonna Medly”, da fine dicembre ha un suo profilo sul social network più “fotografico” che c’è e in due settimane, a colpi di ironia e sorrisi, ha già “conquistato” quasi 300 persone. A gestirlo sono i tre nipoti che Maddalena chiama con affetto “i miei boccini d’oro”: con lei ne combinano di tutti i colori e soprattutto non la lasciano mai sola. Perché, data l’età, qualche acciacco nonnamedly ce l’ha e a volte capita che si scordi qualcosa ma i nipoti sono la sua memoria. E allora perché non condividere questo patrimonio di esperienze di vita, sempre all’insegna dell’allegria, con un pubblico più ampio?

Hanno pensato questo, in accordo con la nonna, Chiara, 30 anni, professione impiegata, Silvia, avvocata di 29 anni e Giorgio, 27 anni, che frequenta un master in risorse umane, quando il giorno di Natale hanno deciso di creare un profilo che porta il suo soprannome, “nonnamedly” appunto. «Mi piace far ridere la gente, e so che i miei nipoti, riprendendomi e mostrando i nostri video alle persone, si divertono e gioiscono con me – dice Maddalena Teani – io li chiamo i miei “boccini”, un modo simpatico per definire quello che di più prezioso ho. Insegno loro a prendere la vita con leggerezza e serietà allo stesso tempo. Un bel sorriso illumina tutto, anche i momenti più bui». Nella breve biografia che introduce il suo profilo, nonna Medly scrive: “Son del’33, ho 3 boccini d’oro e 3 poteri magici: una risata contagiosa, faccio super valzerini e state certi che il mio fischio vi cambierà la vita! ”.


«Se nonna fosse nata nella nostra epoca sarebbe un’influencer – raccontano i nipoti – è entrata nella parte, ci chiede di riprenderla, di scattarle le foto e poi anche chi ha commentato. L’idea di creare il profilo ci è venuta in modo naturale perché postavamo già foto e video di nonna Medly e ogni volta era un successo! È spumeggiante e un uragano di vita nonostante l’età – continuano – e il suo ottimismo è contagioso, così come il suo fischio! Ci sono molti profili su Instagram gestiti dai nipoti che mostrano la quotidianità dei propri nonni. Crediamo che questo sia un bel modo per dar voce a una generazione che può davvero comunicare tanto anche se non ha dimestichezza con le nuove tecnologie».

Ma la pandemia da coronavirus ha cambiato anche le abitudini di questa nonna-social e dei suoi nipoti che insieme uscivano spesso per fare delle passeggiate e che almeno una volta al mese andavano a cena fuori. E infatti, appena è scattata la zona gialla, tutti e quattro si sono concessi un pranzo al ristorante. Poi il brindisi, una foto e un commento a corredo: “Bella mi’acqua.... ave’del vino e asserbarla”. E giù risate. Tra le passioni di Maddalena ci sono anche gli indovinelli e poi il valzer che balla con grande spontaneità anche davanti alla telecamera. E guai a scordarsi di Sabbia, la sua barboncina nana che chiama “boccina pelosa”. «Di indovinelli ne so a bizzeffe nonostante l’età – dice Maddalena – “Pareti verdi, stanze rosse e frati neri, se ci indovini ti do un paio di poderi! ” (la risposta è cocomero), “Senza piedi corro presto, corro corro e mai non resto, non ho casa e non ho tetto, eppure sto sempre nel mio letto” (la risposta è fiume) e gli altri li scoprirete seguendo il mio profilo Instagram.... Poi amo anche i detti. Il mio preferito è: “Chi dà retta al cervello degli altri il suo se lo può friggere”».

E su questa scia, qualche giorno fa, nonna Medly è intervenuta con un commento su Instagram sotto a uno dei video che mostra la violazione delle norme anti-Covid da parte di centinaia di persone a porta dei Borghi. «Penso che queste persone dovrebbero avere più rispetto non solo per loro ma anche per gli altri – dice senza mezzi termini Maddalena – c’è gente che muore e che, in questo periodo, è costretta a non lavorare. Quindi, dico a tutti di tenere duro, che abbiamo fatto 99, perché non fare 100? Il Covid – spiega poi – mi costringe a stare in casa e questo mi fa soffrire. Sono dovuta stare molti mesi lontano dai miei boccini e ci sono stata male. Tutte le volte che loro possono, comunque, mi portano a giro. Ad esempio, in questi giorni sono andata a toccare la neve. Non vedo l’ora di potermi vaccinare contro il Covid per tornare alla vita di prima».

Da 50 anni ormai Maddalena vive a Lucca, a Sant’Anna. Quando nacquero i suoi figli, Gianfranco e Francesca, decise che era meglio lasciare Fibbialla e trasferirsi in città. «È un paesino simpatico – dice – ma non vedevo un avvenire per i miei figli. Per questo, io e mio marito Filippo, che purtroppo non c’è più da molti anni, ci siamo sacrificati al massimo per portare la nostra famiglia a Lucca. Qui hanno potuto studiare e mi ritengo una madre molto orgogliosa». E prima di potersi godere la pensione, nonna Medly ha fatto davvero di tutto, dalla raccolta delle olive alla magliaia. «Lavoravo già da quando avevo 8 anni – racconta – prima la mia gioia erano le mie pecorine Bianchina, Furfulletta e Stellina, poi sono arrivati anche i maialini Gino lì e Gino là. Dovevo portarli al pascolo e stare attenta che non scappassero. Ma ho fatto anche due “stagioni” come cameriera a Viareggio per potermi fare il corredo. La cosa che mi ha dato più soddisfazione, però, è stato aiutare i miei compaesani quando, dopo aver fatto un corso per diventare infermiera, nei momenti di emergenza, ho anche sostituito il medico». E così i ricordi tornano indietro, a quando era giovane e Fibbialla era il suo “mondo”.

«Del mio paese mi manca il sapersi divertire con poco – conclude – non si guardava la televisione ma si correva tanto per i poggi, si ballava e si cantava. La sera ci si riuniva intorno al fuoco: eravamo otto fratelli, tutti in armonia, e la mia mamma ci raccontava le novelle, L’allodolina, Pochettino…. Le stesse che ho raccontato ai miei nipoti». E che loro racconteranno... .

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