«Più aperture o indennizzi» Le condizioni del sindacato

lucca. «Siamo stanchi di essere considerati i principali colpevoli dell’impennata dei contagi, pensando così di risolvere il problema aumentando le restrizioni verso bar e ristoranti. Le anticipazioni del nuovo Dpcm secondo cui dopo le 18 verrebbe impedito anche l’asporto, sarebbero il colpo di grazia su migliaia di attività».

Disperato il grido dei locali pubblici della provincia per voce del responsabile Fiepet Toscana Nord Adriano Rapaioli. «L’emergenza economica del settore della somministrazione è già insostenibile. Prolungare le restrizioni e introdurne di nuove vuol dire dare il colpo di grazia alle imprese – insiste - . Nonostante non fosse sufficiente a recuperare quanto perso con le restrizioni, in questi mesi l’asporto ha permesso a molte attività di galleggiare. Oltre a quello economico, il divieto di asporto rischia anche di avere un impatto psicologico sugli imprenditori, che si vedono privati di quel poco di lavoro che era rimasto loro. Pure lavorando nel rispetto di tutte le regole di sicurezza, bar e ristoranti sono accusati, senza evidenze oggettive, di essere attività a rischio».


Rapaioli annuncia di avere chiesto «a livello nazionale un incontro con il comitato tecnico scientifico per redigere nuovi protocolli che consentano la riapertura serale, non comprendendo la differenza tra quello che già facciamo a pranzo. Poi la questione dei ristori, che finora hanno coperto solo il 15% delle perdite. Se bar e ristoranti vanno chiusi per il bene di tutti, lo Stato garantisca sostegni consistenti ad imprenditori e lavoratori e si faccia carico delle spese fisse. Occorrono ristori immediati e totali a fondo perduto pari all’intera perdita del fatturato». —