Bidella morta a scuola: malore o incidente? A dirlo sarà l’autopsia

Attesa per l’esame sul corpo di Manuela D’Alfonso che ha perso la vita a 63 anni dopo la caduta dalle scale dell'istituto Giorgi a Saltocchio

LUCCA. Sono giorni di grande dolore per la famiglia di Manuela D’Alfonso, la collaboratrice scolastica di 63 anni di Ponte a Moriano morta domenica scorsa dopo essere caduta dalle scale interne dell’istituto professionale Giorgi a Saltocchio il giorno prima.

Un dolore a cui si aggiunge la mancanza di chiarezza sulla dinamica dell’incidente, ancora più difficile da ricostruire visto che nessuno, stando alle informazioni riportate dalla famiglia, si trovava lì nel momento in cui è avvenuto. Cosa è successo a Manuela? Come ha fatto a cadere dalle scale? Ha avuto un malore o è scivolata? Almeno a quest’ultima domanda potrebbe dare una risposta l’autopsia sul corpo della donna che al momento si trova ancora all’ospedale Cisanello di Pisa. «Per l’autopsia ci hanno detto di richiamare domani (ndr, oggi) - spiega la figlia, Veronica Tonini - ed è anche probabile che non gliela facciano lì ma a Lucca. Solo che tramite telefono è davvero difficile avere delle informazioni. Così non possiamo nemmeno fissare la data del funerale...».

E nella giornata di ieri in tanti hanno voluto far sentire la propria vicinanza al marito della donna, Giovanni Tonini e alle due figlie. «Noi sappiamo solo che la borsa è stata ritrovata poggiata sul terzo scalino - dice ancora Veronica - per questo si presume che sia caduta da quell’altezza. Ma può anche essere che magari l’avesse poggiata e fosse tornata più su. La caduta c’è stata intorno all’una di sabato, quindi poco prima che uscisse dal lavoro. Mio padre era lì fuori che aspettava per portarla a casa. Poi quando ha saputo cos’era successo mi ha chiamata subito. Mamma aveva qualche acciacco dovuto all’età ma niente di rilevante - precisa poi Veronica - in passato aveva avuto qualche problema di salute più serio ma si teneva molto sotto controllo anche per il cuore. Comunque solo l’autopsia potrà dirci cosa è successo». Manuela D’Alfonso, per 20 anni ha lavorato come bidella nelle scuole lucchesi. E solo lo scorso anno scolastico era riuscita a entrare di ruolo. Poi, dal 1° settembre di quest’anno, il trasferimento a Saltocchio, a due passi da casa.

«Le piaceva tanto leggere - conclude la figlia - e i gatti. Sabato mattina come sempre era uscita presto: andava nell’ex convento dei Frati di Saltocchio a piedi visto che non è lontano da casa sua. Poi aveva fatto colazione con una collega. Era tranquilla come sempre. Mamma era piena di amici, si faceva voler bene. Abbiamo visto il dolore che stanno provando le persone che la conoscevano e anche le colleghe, molto scosse per quello che è successo».



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