Terme, soluzione all’ultimo tuffo: proroga al 30 giugno

Per altri sei mesi proseguirà la gestione di Vittorio Lapolla. Il 1° marzo la scadenza del bando per la concessione

BAGNI DI LUCCA. Scongiurata, almeno fino al 30 giugno, la chiusura degli stabilimenti termali di Bagni di Lucca. Nell’ultimo incontro che si è tenuto in Comune è stato raggiunto l’accordo per un’ulteriore proroga all’attuale gestore, Vittorio Lapolla. Proposta che gli amministratori già avevano avanzato nel precedente incontro in dicembre e allora respinta. Il bando per la definitiva concessione del complesso termale scade però il primo di marzo e c’è ancora la possibilità di inviare domande.

La proroga rappresenta una piccola boccata di ossigeno per i dipendenti delle Terme e anche per le attività del territorio. Una piccola svolta dopo l’incontro del 24 dicembre che non aveva portato ad accordi. La situazione era rimasta in stallo perché Lapolla e gli amministratori non avevano trovato un punto di intesa. Tanto che ieri, 10 gennaio, le Terme rischiavano davvero di essere chiuse. Ma Lapolla, contrariamente a quanto si temeva, non ha consegnato le chiavi degli stabilimenti al Comune, accettando invece di proseguire nella gestione fino alla fine di giugno. L’assessore con delega alle terme, Carlo Giambastiani, fa il punto della situazione: «La questione resta complessa ma l’amministrazione ha alcuni vincoli tecnici che devono obbligatoriamente essere rispettati, non possiamo sottrarci alle regole. Il bando delle terme scade il primo di marzo: a quella data saranno aperte le buste e prenderemo in considerazioni le domande pervenute. Chiaramente anche l’attuale gestore ha la possibilità di presentare offerte. Intanto è stato raggiunto l’accordo della proroga fino e la gestione di Lapolla va avanti, le terme non chiudono».


Giambastiani assicura che il Comune si confronterà ancora con lui per valutare la possibilità di «ulteriori forme di prosecuzione del rapporto di gestione. Da parte della amministrazione c’è la massima disponibilità sia per gli interessi dei dipendenti e delle loro famiglie, sia per non privare Bagni di Lucca della sua risorsa primaria».

Il bando per l’assegnazione della gestione prevede un canone annuo di 48mila euro (ridotto del 50% nel 2021), e una serie di lavori, alcuni obbligatori e altri eventuali e complementari, da farsi rispettivamente entro tre e cinque anni dall’aggiudicazione. Una clausola mirata al recupero degli immobili delle Terme, Casa Boccella e Jean Varraud, ma anche a evitare che si facciano avanti investitori che non hanno interesse reale per il rilancio in grande stile e a lungo termine che pretende l’amministrazione. Il complesso delle terme è tra l’altro sottoposto a vincolo artistico e, come ricorda l’assessore, la concessione potrà essere data solo dopo l’autorizzazione da parte del ministero dei Beni Culturali che impongono l’uso per cure termali con le acque della sorgente più alta, la Doccione. L’impianto dispone anche delle acque della sorgente più bassa, Jean Varraud, che porta 20 litri al minuto, ma al momento è senza nulla osta per uso a fini terapeutici.

Per invogliare i possibili investitori, il bando prevede che l’aggiudicatario abbia anche il diritto di prelazione sull’eventuale acquisto del Grande Albergo delle Terme e del parco annesso. La concessione, che scade nel 2037, potrà essere prorogata per un massimo di dieci anni. Entro tre anni dall’aggiudicazione il gestore dovrebbe provvedere alle opere di manutenzione straordinaria previste dal bando, mentre ci sono cinque anni di tempo per compiere le opere complementari eventualmente inserite nell’offerta. Nel capitolato della concessione dovrà essere contenuto anche il cronoprogramma delle opere, e l’eventuale mancato rispetto sarà causa di risoluzione della concessione.


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