Lucca, attentato al ripetitore di Santa Maria del Giudice

Il ripetitore visto dall’esterno e a destra l’interno della centralina con i segni lasciati dalle fiamme

Rogo doloso all’impianto. S’indaga sugli anarchici

LUCCA. Un attentato incendiario poco prima delle 20,30 di domenica in via del Cimitero a Santa Maria del Giudice che ha seriamente danneggiato i ripetitori Tim e Vodafone provocando guasti di scarsa rilevanza anche a quelli di Wind e della Rai. Nessun rivendicazione è giunta al momento anche se la Digos, arrivata sul posto assieme a una volante della polizia, pur non escludendo alcuna pista privilegia al momento quella della matrice anarchico- ambientalista. Perché atti incendiari e dimostrativi di quel genere, in passato avvenuti in altre zone d’Italia e della Toscana, portavano la firma di gruppi di ispirazione anarchica impegnati nell’attacco e al sabotaggio del sistema tecnologico e industriale.

I danni


Al momento dell’incendio, preceduto da uno scoppio, nella zona pioveva e la visibilità era ridotta. All’arrivo i vigili del fuoco hanno potuto constatare l’accesso alla centralina e all’area in questione da parte di ignoti che attraverso inneschi e bottiglie di plastica, che contenevano carburante e che sono state sequestrate dagli inquirenti, hanno bruciato le polifore posacavi interrate (fascio di tubi in pvc) con le fiamme che, passando attraverso le canalette passacavi, sono arrivate sino alla sommità del traliccio danneggiando i cavi attaccati alle antenne e distruggendo alcune parabole televisive. I pompieri hanno impiegato diverse ore per avere ragione del fuoco. Un danno di notevole entità con il segnale per la trasmissione dei cellulari interrotto a lungo in quella zona e con i tecnici delle telefonia mobile che hanno lavorato dall’alba sino al primo pomeriggio per ripristinare il segnale soprattutto quello delle compagnie Telecom e Tim, le più colpite dal rogo di natura dolosa.

Le indagini

A dirigere le indagini il sostituto procuratore Antonio Mariotti che ha delegato gli accertamenti alla polizia. In particolare sul posto sono andati gli agenti della Digos che hanno provveduto a sigillare l’area in questione e repertare i resti e le bottiglie o taniche in plastica dove era contenuto il liquido infiammabile. Sono stati sentiti, come persone informate dei fatti, alcuni abitanti della zona per capire se al momento dell’incendio hanno visto auto o persone allontanarsi da via del Cimitero. Nelle prossime ore i tecnici delle compagnie telefoniche quantificheranno i danni alle antenne, ai ripetitori e alle parabole. Anche se, stando alla polizia, nel pomeriggio l’azienda telefonica maggiormente danneggiata dal rogo doloso (Telecom, installata nel 2007 nell’area di S. Maria del Giudice ) aveva ripristinato le comunicazioni. Non è da escludere che all’origine dell’incendio doloso vi sia l’ipotesi di una nuova installazione di antenne 5G definite la quinta generazione della telefonia mobile.

Il precedente

L’ultimo attentato alla telefonia mobile in Lucchesia risale al 22 luglio 2019. Un incendio doloso al ripetitore di Vodafone a Pieve di Compito. Qualcuno era salito - nella notte tra sabato e domenica - in una zona lontana dal centro abitato e usando liquido benzina all’interno di bottiglie e contenitori ha appiccato il fuoco all’antenna. L’incendio era stato spento a fatica dai pompieri che avevano dovuto lavorare sino alle 5 del mattino per avere ragione delle fiamme dopo che erano stati avvisati da alcuni abitanti della zona spaventati dal fuoco che rischiarava la notte e sembrava divorare la boscaglia. E anche in quel caso i pompieri si accorsero subito che non poteva trattarsi di un corto circuito provocato dal temporale. Anche in quel caso, gli inquirenti, seguirono la pista dei gruppi anarchici pur nell’assenza assoluta di rivendicazioni. —

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