Appalti e cave: come funzionava il "Sistema Vagli"

Smottamenti fasulli per concedere lavori di somma urgenza alle ditte amiche. Acquisto di terreni boschivi e rivendita a prezzi maggiorati a imprese estrattive

LUCCA. Gli abusi d’ufficio e i falsi in atto pubblico sono numerosi e hanno fruttato un paio di milioni alle ditte sotto inchiesta. Il «Sistema Vagli» si divideva in due tronconi: quello dell’affidamento dei lavori alle ditte amiche «Romei srl» di Castelnuovo nè Monti e «Pandolfo srl» di Barga - che avrebbero incassato bonifici effettuati dal comune di Vagli per oltre 2,5 milioni dal 2014 al 2019 - e quello dell’acquisto a prezzi stracciati di terreni limitrofi a cave, di cui si occupava spesso in prima persona l’ex sindaco Mario Puglia (un sistema che era a conoscenza, stando alla procura, anche della moglie Anna Laura Cazzullo), prevalentemente all’imprenditore del marmo Giorgio Turba per l’attività estrattiva (ma non solo a lui) a prezzi maggiorati. A volte decuplicati. In un caso infatti un terreno acquistato a 8mila euro era stato rivenduto a centomila euro. E una volta comprato il terreno, boscato o meno, vicino alla cava ecco che all’imprenditore amico bastava depositare il progetto di coltivazione estrattiva per ottenere in poco tempo l’autorizzazione alla concessione. Una concessione che, in taluni casi, permetteva all’azienda utilizzatrice di estrarre materiale lapideo in quantità maggiori rispetto a quelle consentite da leggi e regolamenti. E per l’accusa questo sistema è di per sé configura la corruzione nella pubblica amministrazione.

ABUSI D'UFFICIO


Consistevano nell'agevolare, a fini di lucro, attività commerciali ed economiche gestite dai sodali del sindaco, tra i quali i Romei e le loro società e Tiziano Pandolfo e la sua ditta, oppure le attività estrattive. E assieme agli abusi Puglia e altri componenti l’associazione commettevano falsi in atto pubblico attraverso plurime delibere in diverse procedure di affidamento lavori in somma urgenza per frane e smottamenti inesistenti o sovrastimati. Ma che Mario Puglia (sindaco fino al maggio 2019, vicesindaco dal maggio 2019) in qualità di dirigente del settore tecnico ed avallate dalla giunta, provvedeva a dichiarare per concedere l'affidamento dei relativi lavori. Il tutto, stando all’accusa, in assenza di situazioni legittimanti e spesso in assenza di lavori realmente effettuati o ancora realizzati ad arte proprio dall'amministrazione comunale con mezzi di scavo solo al fine di elargire somme alle solite ditte beneficiate (Pandolfo e Romei). Il pm Salvatore Giannino, dopo sopralluoghi dei carabinieri, ha utilizzato un geologo come consulente tecnico che ha fotografato lo stato dei luoghi in relazione al tipo di lavoro che era stato effettuato andando poi a spulciare i documenti di spesa. Sono stati evidenziati lavori sproporzionati, con cifre importanti liquidate, rispetto all’obiettivo indicato in delibera.

NIENTE GARA

Turbata libertà di scelta del contraente è un’altra delle tante accuse mosse alla giunta Puglia per innumerevoli assegnazioni nel tempo di concessioni e lavori con affidamento diretto dall’amministrazione di Vagli a Pandolfo ed a Romei e senza alcuna gara, ricorrendo a frazionamenti degli appalti o a collusioni per la scelta del contraente. —