In centro a Lucca apre il Nicchio, locale 2.0. «Inizia qui il nostro franchising artigianale»

Un team di giovani versiliesi ha scelto Lucca per dare il via a un progetto imprenditoriale in controtendenza

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Susanna Rovai e Gabriele Bertozzi hanno 29 e 30 anni. E tutto ciò che caratterizza quell’età: un’idea, la convinzione che sia l’Idea, l’entusiasmo di svilupparla e concretizzarla, la resilienza per far fronte alle circostanze avverse. Clienti affezionatissimi della focacceria “Il Nicchio” di Marina di Pietrasanta, si sono decisi – coinvolgendo i titolari - a riproporla a Lucca (in piazza XX Settembre) in versione 2.0. L’inaugurazione è avvenuta martedì, sotto la pioggia. Di buon auspicio? «Speriamo, l'afflusso è stato davvero soddisfacente», affermano. In un periodo nel quale chiudere è la regola, la scelta di aprire rappresenta un’eccezione coraggiosa.


L’IDEA

Susanna è di Pietrasanta, Gabriele di Viareggio. Non riuscirebbero a contare le volte in cui sono andati a mangiare una focaccina a “Il Nicchio”, sul viale Apua a Marina di Pietrasanta, aperto dal 1988. Lì gli ordini si compongono con carta e penna. «E se noi, invece, provassimo a digitalizzarli?», si sono interrogati vicendevolmente, magari con parole diverse, lo scorso anno, una di quelle volte. La risposta ha luogo (ideale e fisico) nel punto vendita di Lucca, primissima fase di un progetto di «franchising artigianale» (come lo definisce Susanna) elaborato e portato avanti con Franco Giannaccini (uno dei titolari de “Il Nicchio” versiliese, dove l’attività è a conduzione familiare), la figlia Margherita e Davide Varesi, l’unico non versiliese (è di Milano). «Il nostro è un team di cinque persone che hanno voluto unire competenze ed esperienze diverse con l’intento di raggiungere, in futuro, altre città. Intanto partiamo da Lucca, che è già una bella sfida», afferma Susanna.

COME FUNZIONA

La digitalizzazione degli ordini – sentiero battuto poco e male in Italia – è uno degli elementi distintivi di un servizio “Fast&Good”, slogan che esemplifica «la riduzione dei tempi di attesa ma non della qualità di ciò che offriamo». Al momento è attivo solo l’asporto (dalle 12 alle 22). Le ordinazioni si effettuano tramite una Web App: si selezionano le focaccine e l’orario di consegna. Per quelle in loco si dovrà attendere il ritorno alla zona gialla. Il sistema, comunque, è già delineato: si consulta il menu sulle tovagliette dove ogni prodotto corrisponde ad un numero: tutti i tavoli dispongono di un Qr Code da inquadrare con il proprio smartphone e sempre attraverso la Web App (in italiano e inglese) si completa la prenotazione (una per tavolo). «Ma il personale è a disposizione di chi ha esigenze particolari», puntualizza.

PERCHÉ LUCCA

La scelta, inizialmente, doveva ricadere su Forte dei Marmi o Viareggio. Poi, però, «si è presentata un’occasione e l’abbiamo colta al volo», confessa. “Il Nicchio” è l’accorpamento di due fondi (un ristorante e un negozio di abbigliamento). Problemi zero, dunque, nel demarcare ingresso e uscita. Un centinaio i posti a sedere a pieno regime (30-35 dentro, 70-80 fuori), numero in parte ridotto per in questa fase di emergenza sanitaria e sette-otto dipendenti. «Lucca è una città viva, ha enormi potenzialità. Quasi tutti capiscono subito la nostra impostazione». —