«Anche in guerra il 25 di dicembre si dichiara la tregua»

Michele giannini - sindaco di fabbriche di vergemoli

LUCCA

Settecento abitanti, divisi in sette frazioni. È il Comune di Fabbriche nato, cinque anni fa, dalla fusione di Vergemoli e Vallico. Anche qui lo stop agli spostamenti fra Comuni diversi per le feste di Natale non è stato accolto bene. «C’è grande rammarico - spiega il sindaco di Fabbriche, Michele Giannini - perché chi governa non si rende conto che la dimensione comunale varia molto. E questo è frutto o di uno scollamento dalla realtà o di una mancata conoscenza da parte di chi ci governa. C’è tanta tristezza per questa decisione». Giannini sottolinea soprattutto quella che è la situazione degli anziani, «che da mesi vivono male le restrizioni perché mancano gli stimoli: vogliono vedere i nipoti, i figli e non possono».


«Rimango veramente allibito - rincara - almeno la Valle del Serchio e la Garfagnana potrebbero essere considerati un ambito unico. Il giorno di Natale c’è sempre una tregua: anche in guerra». E i disagi sarebbero stati ancora maggiori se il divieto di spostamento fra comuni diversi fosse stato previsto cinque anni fa, quando Vergemoli - 280 abitanti - era il comune più piccolo della Toscana. «Immaginiamoci cosa avrebbe significato - dice - sarebbe stato chiuso tutto in sé stesso. Nel quartiere di Sant’Anna a Lucca vivono più persone che a Fabbriche, non c’è proporzione. La speranza è che la norma sia frutto di un momento convulso e confido nel lavoro dell’Anci che sappia portare all’attenzione del governo le esigenze dei piccoli comuni. Per me dovrebbe essere possibile spostarsi all’interno della Provincia. Se limitiamo lo spostamento all’intera Valle del Serchio sono 50.000 persone: Lucca ne ha 100.000. Secondo me il modo migliore sarebbe stato quello di derogare ai prefetti l’organizzazione degli spostamenti sui territori visto che loro li conoscono». —