Un tesoro preda di degrado e vandali: appello per villa Bottini di Gragnano

Fallita la vendita all’asta si chiede l’intervento delle istituzioni per tutelare questo patrimonio artistico del Capannorese

CAPANNORI. Non è solo la villa a versare in uno stato di abbandono ma anche il suo contenuto, compresi gli affreschi di quella che nel Settecento è stata la residenza estiva di una delle nobili famiglie lucchesi. Una villa non meno prestigiosa di quella più conosciuta, che porta lo stesso nome, che si trova in via Elisa a Lucca. Adesso villa Bottini a Gragnano, sulla via Pesciatina, ancora senza un acquirente dopo l’asta andata deserta poche settimane fa, è diventata preda dei vandali oltre che del degrado. Lo documentano bene le immagini di Stefano Bendinelli, promotore del progetto di riqualificazione della zona.

«Parte del cancello dell’ingresso principale è stata asportata – spiega – mentre ci sono discariche di materiali abbandonati. Anche una porzione del marciapiede in pietra all’esterno è distrutto, le pareti interne sono state verniciate con scritte fatte con lo spray e le grondaie di scolo sono sparite. Poi ci sono la chiesetta con il tetto completamente crollato e le vegetazione che prolifera senza una manutenzione».



Nel salone della villa ci sono alcune lunette affrescate dove, tra gli altri, sono raffigurati Leonardo da Vinci, Michelangelo Buonarroti, la poetessa Teresa Bandettini e la compositrice Marianna Bottini, appartenente alla famiglia degli antichi proprietari. «Si tratta di affreschi eseguiti tra Otto e Novecento – spiega la storica dell’arte Paola Betti – in tutte le sale del piano nobile sono stati realizzati saggi di pulitura, da cui è possibile risalire all’incirca al periodo dei decori che appaiono piuttosto recenti. In altre stanze, invece, dove potrebbero esserci tracce più antiche, per stabilire una datazione precisa servirebbero indagini più approfondite. Tuttavia stiamo parlando sempre di una villa che, almeno nel Settecento, è stata la residenza estiva della famiglia Bottini di Lucca. Dopo quell’epoca è difficile ricostruirne la storia e i passaggi di proprietà. Nel suo diario, il pittore di origine sassone Georg Christoph Martini, che risiedette a Lucca dal 1727 al 1745, anno della sua scomparsa, riferisce di una sua visita a Gragnano nelle proprietà del marchese Filippo Bottini. Il contesto paesaggistico, già di per sé molto suggestivo, ha molte potenzialità comprendendo anche uno scenografico viale di cipressi secolari che conduce fino al cancello di ingresso alla villa, anch’esso in malora. Si tratta quindi anche di una questione di tutela paesaggistica. E va considerata inoltre l’esistenza di un locale accessorio alla villa e destinato alla produzione, di un’ex distilleria, un importante esempio di archeologica industriale che meriterebbe di essere valorizzato».

Sulla dimora esisteva progetto per farla diventare un hotel di lusso. Poi però è andata all’asta dopo il fallimento della società che l’aveva acquistata negli anni duemila. «Il recupero sarà difficile e oneroso se non intervengono gli enti pubblici per restituirlo alla collettività», conclude Bendinelli che si appella anche al Comune di Capannori e alla Soprintendenza. —