La Prefettura boccia le 5 installazioni per gli autovelox senza agenti sul posto

Secondo la perizia affidata alla stradale sui nuovi impianti  non si potrebbero contestare “in remoto” le violazioni

«Stamani ho provveduto a inviare in Prefettura la pratica per richiedere che l’autovelox possa essere installato nella colonnina e funzionare in autonomia, dopo essere stato programmato, senza la presenza degli agenti. A questo punto, dobbiamo attendere i tempi tecnici della Prefettura per l’autorizzazione. Se arriverà, avremo più flessibilità nel servizio»: così (era il 28 ottobre) il comandante della polizia municipale di Lucca Maurizio Prina commentava l’installazione delle cinque installazioni per ospitare l’autovelox introdotte sulle strade di Lucca. Lo faceva all’indomani della loro entrata in funzione e delle prime multe che, in quella fase, dovevano essere fatte “in presenza”, ossia dovevano essere immediatamente contestate dalla polizia municipale dopo che l’autovelox aveva rivelato la violazione. L’autorizzazione della prefettura doveva servire, appunto, a far funzionare l’autovelox anche in remoto, senza contestazione immediata: bastavano la foto e la rilevazione della velocità eccessiva da parte dell’autovelox per far partire le multe, liberando così il personale del comando di piazzale San Donato. Dove sta la novità? Quell’autorizzazione non è mai arrivata.

Il sopralluogo predisposto dalla Prefettura sulle 5 installazioni (che, ricordiamo, sono su viale Carducci, viale Luporini, viale Del Prete, viale Europa e viale Puccini) e affidato ai tecnici della polizia stradale ha portato a un lungo rapporto che si può tradurre con un “non possiamo dare l’autorizzazione”. I rilievi emersi sui “bussolotti”, come sono stati ribattezzati da molti, sono vari impianto per impianto, ma anche qui sintetizzando al massimo, ad accomunarli resta il fatto che – secondo la lettura data dalla Prefettura sulla base del rapporto della stradale – non possono essere usati rilevare eventuali infrazioni senza la presenza della municipale.


Una questione di interpretazione di norme complesse conferma l’assessore al traffico e alla sicurezza stradale Celestino Marchini: «La questione centrale è sul come possono lavorare questi impianti, se con i vigili presenti oppure in remoto. C’è qualche perplessità sull’interpretazione delle norme. In particolare si tratta di valutare se possono essere utilizzati in quel modo sulle strade in cui li abbiamo piazzati. Per chiarire: sulle autostrade non ci sono problemi, così come possono essere utilizzati per rilievi non in presenza sulle strade di tipo “B” (strade extraurbane principali ndr). Ora noi li abbiamo installati in particolare su strade di tipo “E”». Sono quelle che, in gergo tecnico, sono indicate come “strade urbane di quartiere” e dove, di norma, i rilievi con l’autovelox dovrebbero essere fatti solo con la presenza della pattuglia. Una regola che però, secondo la lettura del Comune di Lucca, non è assoluta: «In realtà bisogna tener conto di tutta una serie di aspetti tecnici particolari complessi – riprende Marchini – come i dati sulla pericolosità della strada e così via». Insomma, nel baillamme delle varie norme è impegnativo fare chiarezza assoluta e capire se da quei “bussolotti” potranno partire le multe “in automatico” o meno.

«Valuteremo se quegli impianti sono congrui nel contesto in cui si trovano – prosegue l’assessore – e daremo alla Prefettura tutti gli elementi che abbiamo per decidere. Del resto con la Prefettura esiste un ottimo rapporto di collaborazione e lo stesso Prefetto mi risulta persona assai sensibile al tema sicurezza. In ogni caso quanto emergerà da questi accertamenti ci tornerà utile anche per il futuro e per valutare eventuali correttivi, perché è nostra intenzione proseguire su questa strada, visto che stiamo studiando la situazione per installare altre cinque postazioni».

Ma aldilà del “come” quello su cui insiste Celestino Marchini è soprattutto il “perché”, ossia lo scopo finale di queste postazioni: «Certo, poter far funzionare in remoto questi impianti sarebbe utile, soprattutto per liberare il personale della municipale e potenziare il servizio. Ma il mio primo obiettivo è solo uno, la sicurezza. Ci accusa di voler far cassa con le multe. In realtà, personalmente, a parità di controlli meno multe si fanno più sono contento, perché questo vuol dire che la gente rispetta le regole. E se il mio obiettivo è la sicurezza c’è da dire che le postazioni stanno già funzionando anche così. Basta infatti la loro presenza per indurre molti a essere più prudenti e a rallentare, almeno è questo quanto sta emergendo dai primi rilievi della polizia municipale». —