Un po’ medici, un po’ psicologi: parlano i “dottori a domicilio”

Da sinistra i dottori Antonio Polidoro, Monia Matacera, Giulia Marchi e Michele Rossi (foto Sernacchioli)

Vanno a visitare a casa i pazienti malati di Covid: ecco come si svolge la loro giornata lavorativa 

LUCCA. I malati di Covid hanno due necessità primarie: essere curati e soprattutto non sentirsi abbandonati. Non è una banalità. Quando si resta chiusi in casa per settimane, spesso da soli, il medico Usca è l’unica persona con cui ci si interfaccia dal vivo. «Non ci abbandonate è la frase che ci ripetono più spesso al momento dei saluti», ricordava qualche giorno fa la dottoressa Monia Matacera, 48enne medico originario dell’Elba. «La situazione per noi è più o meno la stessa di qualche settimana fa – dice oggi Matacera – I pazienti che abbiamo in carico a domicilio sono ancora molti, riusciamo a vederne una ventina al giorno». I medici Usca nell’ultima settimana sono aumentati: ora sono una ventina a cui si aggiungono una dozzina di infermieri.

Ma come si svolge la giornata di un medico Usca? «Entriamo in servizio alle 8 – spiega la dottoressa Giulia Marchi – Abbiamo un primo lavoro di gestione informatica dei pazienti e dei tamponi, poi veniamo divisi: ci sono due squadre che vanno sul territorio a fare la visite a domicilio su tutta la piana di Lucca, mentre chi resta in sede si occupa del monitoraggio telefonico: chiamiamo i pazienti e chiediamo loro come stanno e quali sono i loro parametri. E facciamo anche un po’ di supporto psicologico: sentire qualcuno e sapere che c’è chi pensa a loro li rincuora».

C’è anche una squadra Usca che si occupa degli screening sugli ospiti delle rsa. Altri medici Usca, invece, sono impiegati nel reparto Covid di Cure intermedie allestito nella palazzina C del Campo di Marte: «Abbiamo una trentina di posti e siamo praticamente al completo – spiega il dottor Antonio Polidoro, 32enne originario della provincia di Latina che dopo un periodo al Pronto soccorso di Pontedera si è offerto per far parte delle Usca – Perché mi sono candidato? C’era necessità e mi è sembrato giusto presentarsi. I pazienti che arrivano nelle Cure intermedie Covid sono per lo più post acuti respiratori reduci da una polmonite e dimessi dagli ospedali dell’Asl nord ovest, non solo dal San Luca. Molti sono anziani e in media restano da noi per una quindicina di giorni. Vengono qui se hanno bisogno di assistenza infermieristica e quindi non possono andare a casa. Al momento della dimissione alcuni non vogliono andarsene: qui si sentono curati». —