Ex consigliere comunale insulta la ex con volantini e scritte sui muri

Avrebbe anche diffuso il suo numero di cellulare spacciandolo per quello di una prostituta: ora è indagato per diffamazione

LUCCA.Quella donna molto più giovane di lui conosciuta durante una gita in montagna era diventata un’autentica ossessione. E quando lei ha deciso di troncare la relazione per alcuni atteggiamenti poco rispettosi nei suoi confronti l’uomo si è vendicato inviando il numero di cellulare dell’ex innamorata ad amici e conoscenti sostenendo che si trattava del numero di una squillo e tappezzando abitazioni, fontane, sottopassi ferroviari e aiuole con cartelli o scritte sui muri infamanti e irrispettose dell’onore e del decoro di una persona. Così la donna, poco più che cinquantenne residente nella periferia cittadina, ha deciso di sporgere denuncia-querela nei confronti dell’ex spasimante – un ultra sessantacinquenne ex consigliere comunale degli anni Ottanta originario della Piana – accusandolo di diffamazione.

La vicenda risale all’estate del 2019 al termine di una breve relazione iniziata da una conoscenza all’interno di un gruppo di persone che organizzano escursioni nei boschi e passeggiate sopra i mille metri a contatto con la natura. I due, entrambi single e reduci da precedenti relazioni concluse da tempo, iniziano a frequentarsi sempre più assiduamente tanto da fare coppia fissa. Il loro rapporto, tra alti e bassi, va avanti un po’ di tempo. L’unione non decolla anche perché l’uomo soffre di disturbi della personalità e viene seguito sporadicamente da una psicologa. A un certo punto, durante un’uscita serale in occasione di un concerto, lei decide di troncare la relazione. Inizialmente il pensionato accetta la scelta senza problemi. Poi però iniziano le telefonate e la richiesta di incontri chiarificatori. La donna non cede e quando sembra che la storia sia terminata ecco che iniziano ad arrivare sul suo telefono cellulare una serie di strane chiamate. Uomini che conoscono il suo nome e che le chiedono il prezzo di un rapporto sessuale scambiandola per una prostituta. Lei chiede spiegazioni e poi, dopo l’ennesima volgarità, riattacca e butta giù. Ma la situazione precipita a dicembre 2019 quando, alcuni conoscenti, la chiamano per svelarle una serie di episodi davvero spiacevoli.


Qualcuno si era “divertito” a tappezzare la zona di Sorbano di volantini volgari offensivi che recano il suo nome di battesimo associandolo a quello di una prostituta. E non ci sono soltanto volantini. Ma anche scritte sulle abitazioni vicino ad una fonte sorgiva, su una chiesetta, vicino ad un sottopasso ferroviario. E l’autore di queste maldicenze si è divertito pure a realizzare dei cartelli con le solite parole offensive piantati all’interno delle aiuole.

Disperata la donna si rivolge al suo legale e le racconta la storia con quell’uomo di quasi 15 anni più grande di lei. A suo avviso era l’unico ad avere il suo cellulare e ad aver proseguito, anche dopo la fine della relazione, a tempestarla di sms di giorno e di notte per tornare con lei. E il legale si rivolge all’autorità giudiziaria. Il fascicolo adesso è al vaglio del giudice di pace e il pensionato quasi settantenne è indagato per diffamazione. —