Il presidente della commissione sanità Toscana: «Il vaccino anti-Covid? Non lo faremo dai medici, ma negli ospedali»

Enrico Sostegni

Lucca, parla Enrico Sostegni, consigliere regionale Pd alla guida della commissione: «Campo di Marte utile di fronte a un’eventuale terza ondata»

LUCCA. Ci sono il vaccino influenzale in ritardo e il piano per la distribuzione di quello contro il Covid ancora da fare. C’è una curva dei contagi che sembra abbassarsi anche se non si sa cosa succederà dopo Natale. C’è una politica che, a tutti i livelli, viene accusata di aver sottovalutato il rischio seconda ondata anche se non è andata proprio così. Sono molti gli argomenti da affrontare con Enrico Sostegni, empolese classe 1975, consigliere regionale Pd nominato presidente della commissione Sanità, quella che sta affrontando le questioni bollenti.

Sostegni, partiamo dalla situazione attuale. Che dicono i dati?

«La crescita esponenziale dei contagi di inizio novembre si è fermata. Siamo ancora su un livello elevato, che oscilla attorno ai 2mila positivi al giorno, ma la situazione sembra stabilizzarsi e stiamo ancora aspettando gli effetti dell’istituzione della zona rossa, che potranno essere valutati solo a partire dalla prossima settimana. Inoltre, venerdì il dato sui ricoveri ha fatto registrare un lieve calo dopo settimane di incremento».

Nella prima fase la Toscana aveva avuto una gestione positiva dell’emergenza, adesso è finita addirittura in zona rossa.Perché?
«Per capire cosa è successo bisogna partire dai numeri. II 30 settembre in Regione avevamo 100 casi al giorno, il 30 ottobre 2.700. In un mese l’epidemia è andata fuori controllo e c’è stata un’escalation dei contagi».

Qualcuno sostiene che con le elezioni e la nomina dei nuovi assessori si sia perso tempo prezioso.
«Se si fosse votato a luglio come molti chiedevano sarebbe stato meglio ma non c’è stato un ritardo nell’insediamento degli organi regionali. Ci sono dei tempi tecnici che non possono essere aggirati. Nel 2015 si votò il 31 maggio e il primo consiglio si tenne il 25 giugno. Quest’anno abbiamo votato il 22 settembre e il nuovo consiglio si è insediato il 19 ottobre. Più o meno siamo lì».

Quindi non ci sono responsabilità della politica in quanto accaduto?
«Chi dice che in questi mesi non abbiamo fatto nulla sbaglia: la capacità di occupazione di posti letto in degenza ordinaria è stata aumentata passando da 1.437 a 2.087, con un aumento di 665 unità. Le terapie intensive, che durante la prima ondata erano circa 300 estendibili a 440, sono diventate 528 estendibili a 642. Sul fronte dei tamponi, siamo passati da una capacità di effettuare circa 3.500 tamponi al giorno, a quella odierna tra i 18mila ed i 22mila test. In questi mesi abbiamo effettuato 4.794 assunzioni, che al netto delle cessazioni hanno visto un incremento di 2.269 unità, delle quali 1.539 infermieri e 887 operatori socio-sanitari. Detto questo, a ottobre c’è stato un momento in cui l’epidemia è esplosa e tra Regioni e Governo si è perso troppo tempo nel decidere chi doveva intervenire nel prendere misure più restrittive».

Ci sono stati anche problemi con la distribuzione del vaccino anti-influenzale.
«La Toscana aveva ordinato circa 1,5 milioni di dosi, il doppio degli anni precedenti e più che sufficienti per vaccinare i bambini da 6 mesi a 6 anni, gli over 60 e le categorie fragili che fra tutto in Regione sono 1,3 milioni. Purtroppo uno dei due produttori si è rifiutato di fornire 200mila dosi. La Regione ha subito fatto ricorso chiedendo l’adempimento del contratto. Mi risulta che circa 60mila dosi siano in arrivo in questi giorni e ad oggi i vaccini già somministrati sono 1,1 milione. Capisco la rabbia ma non è stata colpa nostra: Lombardia e Veneto, in rapporto alla popolazione, hanno preso un numero inferiore di dosi».

A gennaio arriverà il vaccino per il Covid: come lo distribuirete?
«Avremo le prime migliaia di dosi. Ho scritto all’assessore Bezzini chiedendo di presentare un piano entro Natale per capire come e a chi somministrarlo. Ma nonè chiaro quanto spazio di manovra sarà lasciato alle Regioni dalla Protezione civile e dal commissario Arcuri. Viste le caratteristiche del prodotto e la necessità di conservarlo a basse temperature, dubito che potremo fare affidamento sugli ambulatori dei medici di famiglia. Sarebbe opportuno organizzare le vaccinazioni in luoghi concentrati, magari negli ospedali. A Berlino, per dire, hanno deciso di usare il vecchio aeroporto».

A Lucca si sta recuperando il Campo di Marte.
«È un’operazione intelligente dotare alcune aree della Toscana di nuovi posti letto. Saranno utili non solo nel caso l’epidemia dovesse tornare a crescere, ma anche per sgravare gli ospedali di un parte del loro carico di lavoro. Questa emergenza ha portato a una significativa riduzione dell’attività ordinaria che non deve protrarsi. E non possiamo sapere cosa succederà a gennaio: se i dati di queste settimane saranno buoni c’è il rischio che il periodo natalizio si trasformi in una sorta di Ferragosto. In tal caso ad anno nuovo potremmo ritrovarci con una terza ondata». —
 

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