Ecco tamponi rapidi per medici e pediatri. «Fateli fare anche da noi in farmacia»

Lucca, a ciascuno andranno due kit da quaranta test in tutto ma i farmacisti chiedono di avere un ruolo più attivo

LUCCA. Due kit per ogni medico di famiglia e per ogni pediatra: all’interno, in tutto, quaranta tamponi antigenici rapidi che permetteranno di dire al paziente se è positivo (o meno) al Covid-19 in 20 minuti. E in Lucchesia c’è già chi si è fatto avanti per avere la fornitura. Che però nelle farmacie lucchesi, al momento ancora non è arrivata. A dirlo è il presidente provinciale dell’Ordine dei farmacisti, Salvatore Ingrosso il quale però conferma anche che da oggi le farmacie potranno cominciare a prenotare i kit per conto dei medici.

«I pediatri l’hanno già richiesto tutti - spiega Ingrosso - abbiamo richieste anche da parte dei medici di base ma qualcuno vuole prima capire come organizzarsi per poterli effetuare. Ogni kit comprende 20 tamponi antigenici rapidi e al momento, per questa prima fornitura, ogni medico può richiederne al massimo due». Il problema però, secondo Ingrosso, è che per i medici sarebbe più semplice organizzare questo servizio appoggiandosi sulle farmacie.

«Da soli non hanno la forza di farlo - spiega - sarebbe più comodo poter contare sulla farmacia che magari si trova vicino all’ambulatorio. Io sto pensando di mettere un tendone fuori - aggiunge - in modo che i medici possano effettuali lì evitando così il rischio di fare i tamponi in un posto chiuso». Un’idea, quella del tendone, che è venuta in mente anche ad altri farmacisti lucchesi i quali, fin da subito, si sono messi a disposizione per portare avanti una collaborazione con medici e pediatri nello svolgimento dei tamponi antigenici rapidi. Va precisato tra l’altro che i kit non sono in vendita singolarmente in farmacia: la fornitura infatti, è diretta solo ai medici di base e ai pediatri che di fatto sono gli unici autorizzati a effettuarli.

«Le farmacie lucchesi si sono fatte avanti - dice Ingrosso - per avere anche un ruolo più attivo e quindi per poter effettuare in farmacia i test antigenici rapidi ma al momento non è ancora possibile. Per la legge del 1934 infatti, che stabilisce i "confini" per ogni professione sanitaria, i farmacisti non possono farli perché spetta ai medici. Ma nel Lazio ad esempio alle farmacie è stata data questa possibilità e anche in altre Regioni: gli assessori alla sanità si sono attivati e vista l’emergenza sanitaria hanno dato questa possibilità. Di fatto le farmacie ora ci occupano solo della distribuzione dei test ai medici ma vorremmo renderci più utili anche perché siamo un punto di riferimento sul territorio.

Le farmacie sono diffuse in maniera capillare e abbiamo già verificato con le associazioni sindacali che a Lucca c’è una discreta disponibilità in questo senso». E un altro progetto che però non si è ancora concretizzato è quello che le farmacie stanno portando avanti con l’amministrazione comunale. «L’idea è quella di effettuare i tamponi antigenici rapidi ai bambini che frequentano le scuole dell’infanzia e agli educatori che ci lavorano ma anche su questo fronte siamo bloccati dalla stessa legge del 1934. Nel resto d’Europa i farmacisti lo fanno da anni e su questo fronte chiediamo attenzione sia a livello regionale che nazionale. In questa epidemia le farmacie hanno dimostrato di avere un ruolo chiave e il servizio non è mai mancato nemmeno quando ci sono stati casi di positività». --

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