Al Campo di Marte è caccia al personale: servono 357 figure tra medici e infermieri

L’assessore regionale Stefano Baccelli: «Il vecchio ospedale sarà la nostra fortezza difensiva contro la pandemia»

LUCCA. «Campo di Marte sarà una fortezza difensiva anti-Covid. Certo, speriamo di non doverla usare ma il fatto di averla a disposizione in caso di necessità ci fa stare tutti più tranquilli. Sarà la nostra ultima barriera contro la pandemia». L’assessore Regionale alle infrastrutture Stefano Baccelli ha preso a cuore il recupero del vecchio ospedale: venerdì pomeriggio ha fatto un sopralluogo con l’ingegner Nicola Ceragioli e ieri mattina è tornato di nuovo per fare un salto al San Luca e poi seguire in prima persona i lavori: «È un recupero che ho voluto fortemente e per il quale ho molto rotto le scatole – dice – Sono contento che si sia arrivati a questa conclusione che restituisce alla città una struttura efficiente e durevole. Segno di un ulteriore cambio di passo in una Regione che peraltro per la gestione della sanità ha sempre ricevuto il plauso dei governi nazionali, di qualunque colore essi fossero. Ogni anno la Toscana spende sette miliardi e mezzo di euro nella sanità, una cifra enorme che con il recupero di strutture come Campo di Marte permetterà di incidere in maniera ancor più positivamente su efficienza e qualità dei servizi offerti ai cittadini. In più, nel cantiere si è creato un clima di grande collaborazione tra le 24 aziende impegnate nel recupero, quasi tutte lucchesi. Un idem sentire che favorisce la rapidità dell’intervento e la risoluzione dei problemi che si presentano. Eravamo partiti per far 120 posti, ne realizzeremo addirittura 155, recuperando un piano in più: piano terra, secondo e terzo. Resta fuori solo il primo, dove c’è il blocco chirurgico. L’obiettivo è attivare i primi posti letto entro metà dicembre.

Resta aperta la partita del personale necessario a rendere operativa la struttura. I numeri sono elevati: «La dottoressa Michela Maielli ha fornito alcuni dati – spiea Baccelli – serviranno circa 200 infermieri, 100 oss, 36 medici, 12 rianimatori, 6 infettivologi e 3 pneumologi. Trovarli in tempi rapidi non sarà semplice ma è un compito a cui azienda, regione e protezione civile stanno lavorando. Tenete presente che il San Luca al momento è sotto pressione: ci sono 109 pazienti, un numero elevato che però finora ha consentito di gestire la situazione. Il personale sta facendo un lavoro eccezionale: ho parlato con il dottor Luchi di Malattie Infettive, col dottor Benanti della Rianimazione e con la dottoressa Frosini del Pronto soccorso. Hanno lavorato tutti alla grande, salvando vite. Ho testimonianze dirette di pazienti che nutrono sentimenti di riconoscenza e gratitudine per il modo in cui sono stati trattati e curati. Il San Luca, grazie anche alla sua dotazione tecnologica e alla flessibilità degli spazi, ha permesso di gestire al meglio questa fase. Col Campo di Marte ci sarà anche la possibilità di alleggerire il carico sul nuovo ospedale». —

 

La guida allo shopping del Gruppo Gedi