La pandemia e i sindaci “social”: «Così siamo stati vicini alle persone»

In alto da sinistra in senso orario, i sindaci Alessandro Tambellini, David Saisi, Luca Menesini, Leonardo Fornaciari, Andrea Tagliasacchi, Patrizio Andreuccetti, Caterina Campani

Dirette, video, ondate di messaggi: la figura del primo cittadino è diventata anche quella del comunicatore pubblico 

Social o non social? Davanti all’emergenza sanitaria che ha investito tutti, davanti a un bisogno nuovo di informare, ma anche di essere vicini a tante persone colpite da un lutto e isolate, i sindaci non hanno esitato. Si sono reinventati, assumendo ruoli per alcuni mai esperiti finora. Hanno aperto dirette Facebook e parlato, aperto canali e divulgato bollettini giornalieri su contagi e decessi. O si sono messi davanti a una telecamera e hanno parlato ai cittadini in video. Sindaci e comunicatori, non per politica o propaganda: per prendersi cura della loro comunità.

Da gallicanonews al galliquiz


Gallicano è un comune con circa 3.800 abitanti. “Gallicanonews politica e non solo”, gruppo Fb creato dall’amministrazione guidata da David Saisi, ha 3.600 iscritti. «Non tutti di Gallicano - specifica il sindaco -, molti sono dei comuni vicini». Ma il numero, proporzionalmente alla popolazione locale, è alto. «Abbiamo sempre avuto una comunicazione diretta con la popolazione - spiega Saisi -, anche prima di diventare maggioranza. All’epoca era un forum, poi è arrivato Facebook. Con l’emergenza sanitaria è aumentata la necessità di farsi vedere, ed è nata l’idea delle dirette». Trasmette il sindaco, ogni giorno alle 19, da casa sua: su incarico delle famiglie, informa anche sui nuovi contagiati, manda abbracci e solidarietà. Dà consigli ai cittadini, risponde in diretta. Ci mette la voce e la faccia; di recente le dirette sono diventate a due: Saisi e il suo vice, Dino Ponziani. Da quando siamo entrati in zona rossa, si è inventato la “social dinner”: venti famiglie hanno cenato collegate in diretta Facebook. L’ultima trovata è il Galliquiz domenicale: per partecipare bisogna rispondere a una domanda, ma non si partecipa se non si esibisce lo scontrino per l’acquisto di un cibo da asporto. «Lo facciamo anche per aiutare le nostre attività - dice ancora il sindaco Saisi -. I premi arrivano da aziende della zona».

Borgo e la coesione

Patrizio Andreuccetti, sindaco di Borgo a Mozzano, è un altro di quelli che non si sono risparmiati per le dirette social legate alla pandemia. «Nessuno di noi si è basato su esperienze pregresse - premette -. Certo abbiamo voluto applicare a questa esperienza social i valori fondanti sui quali abbiamo costruito la nostra amministrazione. Al di là di scrivere, delle dirette e dei video su Facebook, in tanti casi in diretta è stato un dialogo fra domanda e risposta. In una delle ultime dirette da quando siamo in zona rossa, ho avuto 350 persone collegate. Alcuni video hanno realizzato fino a cinquemila visualizzazioni. Tra domenica e lunedì ho ricevuto su messenger 200 messaggi privati. Credo che manterrò queste nuove modalità di comunicazione, che contribuisce alla coesione, anche se saranno di corredo al contatto con le persone, che è insostituibile».

Barga e la forza del video

«Sono una persona tendenzialmente schiva verso i riflettori - confessa la sindaca di Barga Caterina Campani - ma dal lockdown ho imparato modi di comunicare che mi porterò dietro. Mi sono avvicinata ai social, ho parlato in video e su Facebook ai cittadini e ho riscontrato che in particolare i video hanno un forte impatto sulle persone. Mentre il comunicato su carta è freddo, un video è più empatico, trasmette sensazioni oltre che parole. Ho sempre cercato di trasmettere tranquillità, stabilità. Ho ricevuto anche molti messaggi privati da quando ho cominciato ad apparire: chi per chiedermi informazioni di servizio, chi invece per il bisogno di una parola di vicinanza e rassicurazione. A volte basta un semplice buongiorno o un messaggio positivo per migliorare lo stato d’animo di chi vive un problema serio. Penso che per il futuro potenzierò i social, anche per informare su cosa l’amministrazione fa, a prescindere dalla pandemia». Negli ultimi giorni il Comune di Barga ha prodotto anche un video per invitare i giovani a seguire le regole, a indossare la mascherina. Partecipano ragazzi e ragazze e il giovane parroco di Fornaci, don Giovanni.

Lucca, il senso di comunità

«In questo nuovo contesto sociale determinato dall’emergenza coronavirus, la necessità di parlare agli altri è un obbligo istituzionale anche per garantire una rassicurazione generale», dice Alessandro Tambellini, sindaco di Lucca. Lui stesso ha dovuto fare i conti con il Covid e lottare per salvare la propria vita. Anche in quel periodo ha tenuto aggiornati i cittadini sul suo stato di salute e li ha “incontrati” in diretta sui social appena uscito dall’ospedale. «Sindaco, pensava sette, otto anni fa, che un disastro così sarebbe potuto accadere?». «Immaginare un fatto del genere poteva essere solo una previsione storica. Ma personalmente non ho mai escluso che il pericolo per la vita potesse ancora oggi esistere. Ma noi dobbiamo continuare la nostra vita anche in queste circostanze: le istituzioni devono essere un riferitmento anche per i comportamenti. Il dialogo via social serve anche a questo». Da una settimana, sul profilo del sindaco, è partita il venerdì alle 18 una diretta con medici dell’Asl e amministratori: un altro passo in avanti nella comunicazione social.

Porcari, cittadini più vicini

«Ho scoperto i social per necessità - non nasconde Leonardo Fornaciari, sindaco di Porcari -, ma ho capito che sono vitali in momenti come questi». Anche lui ha intrapreso la strada delle dirette e dei video durante la pandemia. «Alla fine ci auguriamo di poterci di nuovo incontrare - dice -, ma in questo momento non c’erano alternative. Devo dire che questa comunicazione diretta ha intensificato il rapporto con i miei cittadini».

Capannori, la crescita civile

«Nei social c’è il mondo intero. Ognuno di noi sindaci ci è entrato con il suo stile e modo di essere in questa pandemia. Io cerco sempre di dare una comunicazione positiva, uno sguardo oltre questa fase. Con responsabilità e cercando di trasmettere fiducia». Parla Luca Menesini, sindaco di Capannori, social da molto prima della pandemia. In Lucchesia il primo focolaio importante scoppiò nel suo territorio comunale. Lui ha sempre informato i cittadini sugli sviluppi, anche nei giorni più tristi. «Comunicare con i cittadini via social è una bella esperienza e di grande responsabilità, la paura di sbagliare a volte c’è. L’aspetto bello di questi mesi è che la comunità si è stretta. Continueremo il dialogo: ha contribuito alla crescita democratica e civile».

Castelnuovo, la grande famiglia

«Quello che è accaduto ci ha proiettato in una dimensione talmente imprevista che si è sentita forte l’esigenza di segnali di compattezza: era compito del Comune darli». Anche Andrea Tagliasacchi, sindaco di Castelnuovo di Garfagnana, ha ragguagliato in diretta i suoi cittadini sui contagi nel suo Comune, che ha subito lutti per il Covid.Tagliasacchi ha cercato sempre di dare messaggi rassicuranti, «anche per questo ho fatto le dirette sempre dal municipio - spiega -. Anche il luogo ha un significato di collante e solidarietà. Ho riscontrato che le dirette hanno trasmesso un forte senso di coesione: davanti a tante persone che se ne sono andate da sole, abbiamo cercato di supplire ricomponendo la famiglia più larga: la comunità. Sento che questa esperienza lascerà qualcosa di importante nella mia esperienza di sindaco». —
 

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