Poco personale e orari massacranti, stato di agitazione nei laboratori

I sindacati chiedono al prefetto di intervenire nei centri analisi di Lucca, Valle e Versilia: «L’Asl vuole far rientrare i pensionati»

Acque agiutate ai laboratori analisi di Lucca, così come a quelli della Valle del Serchio e della Versilia. Problemi di carenza di personale e di sovraccarico di lavoro, che hanno spinto i sindacati a proclamare lo stato di agitazione e a scrivere una lettera al prefetto di Lucca Francesco Esposito, firmata da Lorena Maggiolo (Fp Cgil), Massimo Petrucci (Fp Cisl) e Pietro Casciani (Uil Fpl).

Secondo i sindacati nei laborattori analisi di microbiologia, chimica clina e nei centri trasfusionali «la situazione degli organici oggi è divenuta allarmante e rischia di mettere a rischio la qualità delle prestazioni, la continuità di erogazione del servizio ed anche la salute psico fisica dei lavoratori addetti».


Per tamponare questa carenza, spiegano i tre sindacalisti nella missiva al prefetto Esposito, «l’Asl sta pensando di richiamare al lavoro il personale in quiescenza. Più volte ci siamo rivolti ai vertici dell’azienda sanitaria per denunciare la grave situazione e le notevoli difficoltà derivanti dalla carenza di tcnici di laboratorio in servizio nelle strutture sopra indicate. Nonostante questo, le rimostranze e le richieste fatte all’Asl, non sono servite a risolvere la grave carenza di personale che oggi, è divenuta insostenibile per gli operatori, anche in considerazione dell’impegno dovuto alla mole di lavoro alla quale i lavoratori sono stati sottoposti nella prima fase emergenziale e pandemica da Covid, situazione che oggi, purtroppo, si sta ripresentando aggravata dalla inadeguatezza della dotazione organica necessaria a garantire i servizi».

Ad aggravare ulteriormente la situazione peraltro già compromessa, è intervenuta poi la ripartenza dei contagi da coronavirusa «che oggi sta mettendo in ginocchio il sistema a causa dell’impegno dei tecnici di laboratorio addetti al settore “tamponi” per la rilevazione del virus e il tracciamento dei possibili contatti».

I sindacati spiegano infatti che «anche il numero di tecnici di laboratorio addetti ai tamponi è inadeguato per numero e per impegno richiesto con turni di 24 ore, di fronte ad una situazione caratterizzata dalla particolare urgenza di avere risposte rapide e che vede triplicato il numero dei tamponi esaminati, rispetto ai mesi precedenti, numeri che sono peraltro destinati ad aumentare».

I tre segretari provinciali spiegano che «considerato che lo stato d’animo e le energie degli operatori sanitari interessati hanno raggiunto livelli preoccupanti e preso atto delle delicate funzioni che detto personale è tenuto a svolgere quotidianamente» è necessario proclamare «lo stato di agitazione dei tecnici di laboratorio operante nei laboratori analisi di microbiologia, chimica clinica e centri trasfusionali di Lucca, Valle del Serchio e Versilia». Contemporaneamente viene chiesto al prefetto di avviare la procedura obbligatoria per il “raffreddamento” dei conflitti al fine di svolgere un tentativo di conciliazione. —


 

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