Altra vittima del Covid: un uomo di 73 anni. Oltre cinquanta ricoverati al San Luca

Abitava a San Vito ed era un grande appassionato di fotografia. In terapia intensiva 14 persone

LUCCA. Continua l’avanzata del virus in Lucchesia e, purtroppo, continua ad allungarsi anche la la lista dei decessi dovuti al Covid-19.

I report di ieri di Regione e Asl segnalano due vittime. In un caso la notizia era già emersa: si tratta di Giuliano Vecchi, l’86enne postino di Careggine morto giovedì scorso. L’altra persona che purtroppo non è riuscito a superare l’infezione da coronavirus è Antonio Cesare Totaro, che avrebbe compiuto 73 anni il prossimo mese di novembre.


Pensionato, abitante a San Vito, Totaro era stato ricoverato al San Luca dove purtroppo le cure dei sanitari non sono riuscite a recuperare una situazione compromessa. Grande appassionato di fotografia (in particolare di paesaggi e di “macro” di animali), aveva partecipato ad alcune mostre collettive ed era attivo sui portali online. Così come era anche un frequentatore assiduo e attento degli incontri culturale dell’associazione Cesare Viviani.

Il bollettino di ieri dell’azienda sanitaria segnala in Lucchesi 130 nuovi contagi, contro i 132 di ieri. Nel fare la comparazione fra questi dati va tenuto di conto di un paio di punti: da una parte il conteggio della domenica sconta sempre un numero minori di tamponi per i quali si completa il ciclo dell’analisi; dall’altra, in questo dato sono inseriti molti dei positivi riscontrati nel caso del cluster della Rsa Pierotti di Coreglia (vedi pezzo a lato).

Nel dettaglio dei Comuni della Piana, comunque, ecco i contagi: 72 a Lucca, 6 ad Altopascio, 15 a Capannori, 2 a Montecarlo, 3 a Porcari e 1 a Pescaglia.

Per quanto riguarda la Valle del Serchio, invece, i numeri sono questi: 8 a Bagni di Lucca, 9 a Barga, 10 a Borgo a Mozzano, 4 a Camporgiano, 1 a Careggine, 7 a Castelnuovo Garfagnana, 10 a Coreglia Antelminelli, 2 a Fabbriche di Vergemoli, 2 a Gallicano, 3 a Piazza al Serchio, 1 a Pieve Fosciana e 1 a Villa Collemandina.

Con l’eccezione della già ricordata situazione della Rsa di Coreglia, nella grande maggioranza si tratta di contagi che sono avvenuti all’interno della cerchia familiare e che sono stati rintracciati con l’attività di tracciamento a seguito di situazioni di positività già note.

Per quanto riguarda, invece, i ricoverati all’ospedale San Luca, si è raggiunta la quota di 51 persone delle quali 14 sono in letti di terapia intensiva. Sono proprio questi ultimi due i numeri da tenere più sotto controllo per capire la capacità residua di reazione da parte delle strutture sanitarie. Per dare un termine di paragone, durante la prima ondata della pandemia, a primavera, furono al massimo 109 i malati di Covid ricoverati al San Luca che, per l’occasione, di fatto cessò qualsiasi attività non di emergenza. Oggi, dunque, siamo a poco meno delle metà di un numero che, mesi dopo, continua a far paura. —
 

La guida allo shopping del Gruppo Gedi