Aumentano i tamponi,  500 al giorno: «Ma in troppi non si presentano»

Il dottor Rossi: «Domenica avevamo 303 appuntamenti ma solo 204 utenti sono venuti: così si perde tempo»

LUCCA. Cinquecento appuntamenti al giorno per i tamponi al Campo di Marte, ma un 10-15% degli utenti non si presenta. La sanità territoriale si sta rimboccando le maniche per tenere botta di fronte a una richiesta crescente di tamponi, determinata dalla circolazione crescente del virus. Dai circa 150-180 al giorno processati alla fine di agosto, in meno di due mesi il quantitativo è praticamente triplicato: «Adesso arriveremo intorno ai 500 tamponi al giorno – spiega il dottor Luigi Rossi, direttore della zona distretto Piana di Lucca – Eravamo a 350 ma dall’inizio della settimana abbiamo anche quelli rapidi che saranno usati prevalentemente per le scuole. Per soddisfare la domanda crescente abbiamo portato a 4 il numero delle postazioni drive through (tampone in auto) al Campo di Marte. A questo servizio sono dedicati 10 infermieri e due oss, in servizio sette giorni su sette, domenica compresa. Le varie parti della giornata sono state divise per organizzare meglio l’attività: in certi orari si fanno i tamponi per le scuole, in altri i tamponi richiesti dal dipartimento della Prevenzione, in altri ancora quelli richiesti dai medici di famiglia e infine quelli di controllo per i positivi in via di guarigione. Per i tamponi epidemiologici legati ai casi Covid nelle scuole, ad esempio, sono previste due fasce orarie (11,45-12,45 e 14-13): appena terminati i prelievi una macchina passa a prendere i tamponi per portarli immediatamente al laboratorio di Pisa dove vengono processati: nel giro di qualche ora si ha il risultato. Se è negativo viene comunicato sul fascicolo del paziente, se è positivo non si hanno comunicazione perché lo stesso tampone viene sottoposto al test molecolare di verifica che richiede tempi più lunghi». Negli ultimi giorni pediatri e medici di famiglia si sono lamentati sostenendo che l’attesa media per avere un tampone va dai 5 ai 10 giorni. «I ritardi dipendono anche dalla capacità dei laboratori – spiega Rossi – La scorsa settimana Pisa ha avuto qualche difficoltà ma non si è mai andati oltre i tre giorni, mentre noi in due tre giorni siamo in grado di fissare l’appuntamento. C’è poi la questione abbandoni, una piega che rallenta ulteriormente la macchina: domenica scorsa avevamo 303 prenotazioni ma si sono presentati solo in 204. Circa il 30% ha disertato. Quello è stato il caso più clamoroso ma nei giorni normali siamo comunque attorno al 10-15%: è chiaro che se un cittadino non si presenta all’appuntamento toglie il posto a chi è in attesa. Multe per gli assenti? Gli uffici amministrativi stanno valutando la questione».

C’è un’altra novità: dal 20 ottobre tocca ai cittadini prenotare l’appuntamento per il tampone attraverso la piattaforma della Regione: «Attenzione – spiega Rossi – È comunque necessario avere la richiesta del medico col codice della ricetta dematerializzata. Senza non si può prendere l’appuntamento. Non tutti sono in grado di farlo? Può darsi, ma è stato creato un numero verde che accompagna passo passo l’utente nell’eseguire correttamente la procedura. E in questi primi giorni, a causa di problemi di software che non consentono a tutti i dottori di famiglia di redigere una ricetta dematerializzata, rimarrà aperto il doppio canale: fai-da-te o fa il medico. In ogni modo far prenotare direttamente il cittadino offre un vantaggio: è lui che sceglie il luogo e il giorno in cui eseguire il tampone. Se ad esempio a Lucca non c’è posto e a Viareggio sì, l’utente può prendere l’appuntamento al drive through della Versilia, un po’ come succede per tutte le altre prestazioni prenotabili attraverso il Cup aziendale».


La sanità territoriale è messa a dura prova da questa seconda ondata, ma sta reggendo: «Stiamo facendo turni di lavoro molto pesanti – spiega Rossi – ma non potremmo andare avanti all’infinito: se la situazione peggiora ci sarà bisogno di rinforzi. Comunque si sta facendo un numero assai elevato di tamponi: oltre ai 500 del drive through ci sono quelli ospedalieri per i pazienti che devono essere ricoverati od operati, quelli fatti a domicilio dalle Usca (tre team) e in più ci sono i laboratori privati che in caso di positività mettono il risultato sul portale regionale. Fra tutto si fanno oltre 1.000 tamponi al giorno». —
 

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