Polizia, inizia l’era Faranda Cordella: «La sicurezza si fa tutti insieme»

La nuova questora si è insediata ieri, vivrà in centro storico. Priorità: presidio del territorio e un occhio rivolto ai giovani

LUCCA

«Da oggi anch’io sono cittadina lucchese». Inizia così nel segno di un rapporto stretto e quasi simbiotico con la popolazione, l’era di Alessandra Faranda Cordella, prima donna a ricoprire l’incarico di questore nella storia della provincia di Lucca. Classe 1964, originaria della Sicilia, Faranda Cordella arriva dalla questura di Asti e prende il posto di Maurizio Dalle Mura (andato in pensione). Un autentico tourbillon quello registrato nell’ultimo lustro in via Cavour, con cinque questori (Ciarambino, Giuliano, Montarulli, Dalle Mura e ora Cordella) a passarsi il testimone. «Mi auguro di rimanere a lungo, non sono venuta per aggiungere una tacca al mio percorso professionale», dice l’ultima arrivata nel giorno dell’insediamento e del primo incontro con la stampa.


Piglio deciso ma cordiale, elegante ma non altezzosa, Faranda Cordella ha parlato dell’impatto con la nuova realtà: «Avrò la fortuna di vivere in un gioiello – dice – Una città la cui bellezza è caratterizzata da una forte compattezza dal punto di vista architettonico. C’ero stata da turista e ora punto a conoscerla da cittadina: amo vivere il posto in cui lavoro, immettermi nel suo circuito culturale. Tant’è che ho preso casa in centro e sono già andata a fare la spesa al supermercato ricevendo sensazioni positive sul clima che si respira in città. Conosco anche altre zone della provincia: ad esempio adoro l’atmosfera intellettuale che si respira a Pietrasanta, mi piacciono la peculiarità di Montecarlo e la bellezza di Barga e più in generale della Garfagnana. E poi Viareggio e Forte dei Marmi. Credo molto nella conoscenza dei territori per cui ho già messo in programma incontri con i sindaci dei vari Comuni per farmi raccontare peculiarità e necessità delle singole zone».

Amante del cinema d’essai, del teatro e della letteratura, vegetariana («ma non astemia»,), Faranda Cordella si definisce una fruitrice curiosa del mondo dell’arte («anche se non so fare niente») e ritiene che una presenza femminile in polizia possa essere un valore aggiunto, soprattutto nel dialogo con le fasce più giovani della popolazione. «Proseguiremo i progetti nelle scuole legati al contrasto del bullismo e del cyber bullismo e rilanceremo il sito web della Questura e la nostra pagina Facebook per intercettare un pubblico maggiore. Ad Asti siamo riusciti ad avere 3mila nuovi follower. Credo molto nella comunicazione, sia interna che esterna: in passato sono stata portavoce e capo di gabinetto alla questura di Bergamo e ho imparato che i media siano importanti per costruire il senso di sicurezza di una comunità. In definitiva, tutti facciamo sicurezza».

Il presidio del territorio è al primo posto nella sua agenda: «Deve essere un must – dice – non trascureremo nessuno dei 33 Comuni della provincia e in questo periodo un occhio di riguardo va alla Versilia che d’estate si popola di turisti: nei fine settimana servizi di controllo con il reparto Prevenzione crimine di Firenze». Sulla questione Covid e il distanziamento sociale aspetta di conoscere meglio la situazione (c’è un tavolo con il prefetto, ndr).

La nuova questora è figlia di madre piemontese e di un ufficiale dell’esercito di origine siciliana. Due lauree (Giurisprudenza e Scienze politiche), dopo aver frequentato l’istituto superiore di polizia a Roma, nel 1988 è stata assegnata alla questura di Aosta, dove ha diretto la squadra mobile (prima donna a farlo) e la divisione anticrimine. È poi passata a Torino, dove ha diretto alcuni importanti (e non facili) commissariati. Ha fatto esperienza anche di polizia giudiziaria alla procura presso la pretura di Torino. Dal 2014 vicario a Campobasso e dal 2018 questore ad Asti. —
 

La guida allo shopping del Gruppo Gedi