Eduarda, l’ultimo saluto al cimitero di Altopascio circondata dagli amici

La giovane trans morì a gennaio per le ustioni: in preda alla disperazione aveva innescato lei il fuoco nell’appartamento in cui viveva 

LUCCA. Sono passati più di sei mesi dalla sua morte: venerdì 24 luglio, Eduarda Pinhero, morta a 41 anni, potrà avere la sua giusta sepoltura. La sua salma sarà tumulata alle 12 al cimitero comunale di Altopascio: potranno salutarla gli amici e tutti quanti le hanno voluto bene, le persone che aveva conosciuto ad Altopascio da quando aveva deciso di vivere lì. Ci saranno, in rappresentanza dell’amministrazione comunale, l’assessora al sociale Ilaria Sorini e il presidente del consiglio comunale, Sergio Sensi.

Tutti insieme si raccoglieranno intorno a lei: un ultimo saluto, un ultimo abbraccio, un’ultima parola. Anche se Eduarda - dicono tutti quelli che l’hanno conosciuta - non sarà dimenticata. Per la sensibilità e l’altruismo, il sorriso e la voglia di vivere, la sua abitudine tenuta accuratamente nascosta ad aiutare gli altri, a fare la spesa per chi aveva bisogno. Lo ha fatto infinite volte la giovane trans, originaria del Brasile. Ma da tempo la sua vita l’aveva portata in grandi difficoltà, in particolare economiche. Non aveva più avuto la possibilità di aiutare gli altri e poi nemmeno di sostentare se stessa. Ma non aveva chiesto, lei, aiuto. Mai. Il 13 gennaio di quest’anno, sapeva che l’ufficiale giudiziario avrebbe suonato alla porta dell’appartamento in cui viveva in affitto in via Torino ad Altopascio, per requisirle l’unico e l’ultimo luogo che era rimasto suo, in cui trascorreva la maggior parte del suo tempo. Eduarda è stata sopraffatta dalla disperazione, dall’angoscia. Ha scritto su Facebook una frase che suonava quasi come una sfida: “L’unico modo per uccidere una strega”. Quando il campanello ha suonato, ha aperto il rubinetto del gas e schiacciato il tasto dell’accendino: l’aria si è fatta fuoco, inghiottendo anche il suo povero corpo: è morta l’indomani mattina nel reparto grandi ustionati di Pisa.



Per mesi la salma di Eduarda è rimasta conservata in una cella frigorifero della Medicina Legale di Pisa. Non è stato facile raggiungere la famiglia in Brasile, per chiedere se fosse intenzionata a venire in Italia per prendere possesso della salma e portarla nella sua terra di origine. La famiglia - è stata raggiunta una sorella - ha detto però di no. Sono passati i mesi e sono stati angoscianti. C’è stata la pandemia, che ha ulteriormente rallentato qualsiasi procedura. Due settimane fa, dal Brasile, è arrivata la lettera della sorella che ha autorizzato la sepoltura in Italia. Durante questi mesi, la sindaca Sara D’Ambrosio ha tenuto rapporti con l’Ambasciata del Brasile in Italia. Con il nullaosta della famiglia di Eduarda, il Comune ha potuto provvedere al funerale, facendosene carico. Eduarda riposerà nella terra dove si era costruita una vita sua, guadagnando l’affetto di tante persone.