Dal consultorio al reparto di ginecologia: ecco il percorso delle donne per la Ru486

Lucca è uno dei cinque punti di somministrazione della pillola per l’interruzione di gravidanza nell’Asl Toscana Nord Ovest

LUCCA. Per alcuni è la vittoria di una battaglia di dignità (e pure di civiltà) a favore di quelle donne che si trovino ad affrontare una gravidanza indesiderata e abbiano intenzione di interromperla. Per altri, invece, è uno schiaffo in faccia alla vita, inaccettabile.

A Lucca, la pillola Ru486 ha già cominciato a dividere l’opinione pubblica, mentre monta (neppure in maniera troppo velata) la polemica politica tra “conservatori” (seduti sui banchi dell’opposizione) e i “progressisti” (la maggioranza).


Ma veniamo ai fatti: in tutto il territorio dell’Asl Toscana nord ovest, sono cinque i punti in cui la pillola abortiva viene somministrata gratuitamente e in sicurezza. E uno di questi è anche a Lucca, all’ospedale “San Luca”, in una collaborazione costante con il consultorio di Campo di Marte, alla Cittadella della salute, guidato dalla dottoressa Patrizia Fistesmaire. Ed è lei, insieme al dottor Gian Luca Bracco, primario del reparto di ginecologia e ostetricia dell’ospedale di Lucca, a spiegare in che modo sia stata recepita la delibera della Regione Toscana, anche a livello locale, mettendo in luce due aspetti fondamentali: da una parte, la possibilità, per le donne, di interrompere volontariamente la gravidanza (entro le prime sette settimane), ma in maniera meno invasiva; dall’altra, però, bisogna immaginare (e dunque prepararsi) a un percorso ben strutturato, con professionisti che “accompagnano” la donna nel viaggio che la condurrà a prendere la decisione finale. In un senso, oppure nell’altro.

E il primo passo è quello di rivolgersi proprio al consultorio (aperto dal lunedì al venerdì, dalle 9 alle 16). «La decisione, da parte della Regione, di somministrare gratuitamente la pillola Ru486 nasce da una riflessione molto ampia– spiega la dottoressa Fistesmaire – dove il criterio di fondo è il diritto alla scelta. L'obiettivo dei professionisti della salute è tutelare la salute della donna perché possa compiere la scelta con consapevolezza".


«Per favorire l’accessibilità e la presa in carico della donna – aggiunge la responsabile dell’unità funzionale consultoriale della Piana di Lucca – l’organizzazione è strutturata nel rispetto della riservatezza, in modo che già il primo colloquio possa essere organizzato in tempi brevi dall’ostetrica o dalla ginecologa, in modalità multidisciplinare con il coinvolgimento dello psicologo e dell’assistente sociale per un immediato approccio integrato: è, infatti, il lavoro d’equipe, nucleo centrale del consultorio, a fare la differenza».

Per la fase due di questo percorso, invece, la palla passa alla ginecologa. Che – come spiega il dottor Bracco – provvederà, qualora la donna sia orientata verso la scelta di interrompere la gravidanza, alla sua valutazione clinica e alla datazione della gravidanza con l’esame ecografico.

Tuttavia, secondo quanto spiegato dal dottor Bracco, la pillola Ru486 è «una possibilità in più per le donne che vogliano interrompere la gravidanza in maniera meno invasiva».

«Ma – precisa il primario del reparto di ostetricia e ginecologia del “San Luca” – non significa che la pillola e la sua somministrazione siano un metodo più semplice per interrompere una gravidanza. Lo è da un punto di vista dell’invasività, certo, ma non è comunque in grado di cancellare quella che, credo, sia per una donna un’esperienza in ogni caso drammatica. Non è, tanto per dire, la pillola del giorno dopo che le donne maggiorenni possono acquistare in farmacia, senza ricetta medica».

«La pillola Ru486 – concludono i dottori Fistesmaire e Bracco – è una possibilità in più, ma prima di arrivare al termine del percorso servono diverse valutazioni mediche». La polemica politica, intanto, non è destinata a spegnersi tanto presto. –