Vagli, l’inchiesta sulla corruzione frena lo svuotamento del lago: ecco i motivi

Fra le aziende coinvolte nell’indagine delle procura di Lucca anche la Romei srl, che aveva firmato il memorandum con Enel e Comune

VAGLI. L’inchiesta per la presunta corruzione a Vagli potrebbe avere conseguenze anche per l’annunciato svuotamento del lago, con conseguente “riemersione” del paese sommerso di Fabbriche di Careggine. Fra gli imprenditori indagati ci sono infatti Maurizio e Roberto Romei, titolari della Romei srl.

Quest’azienda è fra i tre firmatari del memorandum che ha dato il via al processo di svuotamento della diga. Attorno al tavolo di Roma si sono seduti infatti il Comune di Vagli, Enel e - appunto - la Romei srl.


Lo scoppio dell’inchiesta è destinato, molto probabilmente, a rallentare il tutto. Enel, infatti, potrebbe decidere un supplemento di prudenza e rimanere alla finestra in attesa di capire se l’inchiesta lucchese porta a risultati concreti o sarà destinata a sgonfiarsi. A breve avrebbe dovuto riunirsi un tavolo di lavoro fra le varie parti per stabilire i prossimi passi e non è affatto escluso che questo step rimanga “congelato”.



Romei rappresentava un tassello importante nel progetto di svuotamento della diga: da anni, infatti, l’azienda lavora proprio sul quel bacino e ha una grande conoscenza della zona e delle possibili problematiche.

L’accordo fra le parti per lo svuotamento del bacino, uno dei più grandi dell’Appennino centrale, era arrivato dopo anni di annunci sempre poi smentiti sul ripetersi dell’estate 1994, quando al paese sommerso arrivarono in visita centinaia di migliaia di persone. L’ipotesi era di essere pronti per il 2021, se fossero arrivate tutte le autorizzazioni. Ora la nuova incognita rappresentata dall’inchiesta potrebbe portare a rivere il programma.

 

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