Vagli, da Gladio alla statua di Putin: opere e sogni di Puglia, “sindaco eterno”

Mario Puglia accanto alla statua di Fabrizio Quattrocchi

Primo cittadino di Vagli per 15 anni e ora “deus ex machina” del paese garfagnino, in passato è stato vicino ad Altero Matteoli, ma anche al generale Cesare Pucci, ex direttore del Sismi. Attivissimo su Facebook, ha puntato tutto sul turismo

VAGLI. «Di Vagli sono, di Vagli son nato, meglio morire che lasciare il pennato». In fondo Mario Puglia, 70 anni, è tutto qui. In 22 secondi di un videomessaggio di cinque anni fa (lo potete trovare su YouTube), nel quale in dialetto vaglino e con una cravatta dai colori improbabili invita a votare per le elezioni regionali “la” Mirna Pellinacci, ora e allora assessore nel Comune garfagnino.

Orgoglio delle radici, certo. Ma anche un bel po’ di megalomania: «Erano pastori, erano transumanti e siamo diventati il numero uno di tutte le parti». Due ingredienti che portano a un risultato evidente: l’atteggiarsi (e l’essere) il padre-padrone di questa vallata, orgogliosamente identitaria anche rispetto alla Garfagnana. Vagli è Puglia e Puglia è Vagli. Un’identificazione che va anche al di là della carica di sindaco che ha ricoperto per tre mandati, dal 2004 al 2019.

Puglia, l'appello elettorale in dialetto vaglino



Ora è vice del medico Giovanni Lodovici, ma continua a essere il deus ex machina (neanche troppo nascosto) di tutto quello che si muove a Vagli. D’altra parte il primo cittadino sulla carta il giorno delle elezioni si trovava negli Stati Uniti: tanto a vigilare sul buon esito del voto c’era lui, “il” Puglia. È lui il megafono del paese su Facebook, dove fino all’altro ieri è stato attivissimo. Ma lo si può trovare anche alla guida di un ruspino a scavare un passaggio per il percorso turistico intorno al lago. «Fatti, non parole», è il suo motto. Sindaco operaio, sindaco paracadutista (è stato nella Folgore), sindaco factotum. Scrive di non essere né di sinistra, né di destra, ma la sua storia non è certo progressista. Eletto sempre in area centrodestra (per quanto questo possa avere un senso in un paese di 900 anime), è stato in un passato nemmeno tanto lontano molto vicino alle posizioni di Altero Matteoli, uno che in Lucchesia e in particolare nella Valle del Serchio aveva un radicamento forte e poteva contare su un manipolo di amministratori comunali di fiducia.

Ma è più indietro nel tempo che la storia personale e politica di Puglia si mescolano e si confondono nella nebbia che sempre si alza quando si parla di servizi segreti e simili. Perché il “sindaco eterno” di Vagli ha rivendicato con orgoglio la sua collaborazione con Stay Behind, in Italia meglio nota come Gladio: l’organizzazione creata dagli Stati Uniti nei Paesi dell’Europa occidentale a partire da metà anni Cinquanta per reagire a un’eventuale invasione da parte degli Stati comunisti del Patto di Varsavia o della Jugoslavia di Tito. Vero? Falso? Nel mondo delle “barbe finte” questi concetti trascolorano l’uno nell’altro e ottenere una risposta definitiva è pura illusione. Di certo c’è che Puglia, almeno formalmente, ha lavorato come dipendente dell’Enel e che gode di una pensione di invalidità (attualmente peraltro al centro di un procedimento giudiziario). Altrettanto certa la sua vicinanza con il generale Cesare Pucci, morto nel 2016 a Lucca, che nella sua carriera ha diretto il servizio segreto militare, l’allora Sismi.

Con la Seconda Repubblica si avvicina a Fini, del quale si dichiarerà deluso. Con il nuovo millennio il balzo sulla poltrona di sindaco di Vagli, Comune prima di allora feudo democristiano e poi appannaggio del centrosinistra. Vagli non è l’ombelico del mondo, e nemmeno della Garfagnana. Rimane in fondo a una vallata e per raggiungerlo serve comunque tanto tempo. Ma può contare su un paio di briscole niente male. Da una parte le cave, che garantiscono royalties per concessioni superiori ai due milioni l’anno: per il bilancio di un piccolo Comune, una sorta di manna dal cielo. Per il sindaco Puglia, secondo la procura di Lucca, un bel guaio giudiziario - ma questa è, in parte, un’altra storia. Dall’altra c’è il lago: bacino artificiale creato dall’Enel, nel 1994 diventa evento dell’estate, anche oltre i confini della Toscana, per lo svuotamento che permette di visitare il paese sommerso di Fabbriche di Careggine. «Soviet più elettricità uguale comunismo», pensava Lenin. «Soldi delle cave più lago uguale tanto turismo», pensa Puglia, che certo con il padre dell’Urss non ha molto in comune.

E così, in particolare negli ultimi anni, le sponde del bacino creato dallo sbarramento dell’Edron diventano una sorta di parco a tema. Tutto gratuito, perché finanziato dalle concessione e dalle donazioni di spesso non precisati benefattori del mondo del lapideo.

C’è il parco dell’onore e del disonore, innanzitutto. Una serie di statue arrampicate sulle sponde del bacino che, con lineamenti che secondo molti hanno poco a che vedere con la grazia di un Canova, ritraggono il bene e il male del comportamento umano: Gregorio De Falco contrapposto a Francesco Schettino, Fabrizio Quattrocchi vicino a due esempi politici per Puglia, Vladimir Putin e Donald Trump.

C’è poi il ponte tibetano sospeso sul lago con fondo in vetro: da sconsigliare a chi soffre di vertigini, viene inaugurato con una festa in grande stile da Puglia che decide di intitolarlo ai due Marò (era il tempo della loro prigionia in India). Ultima attrazione realizzata, il volo dell’angelo, con il quale si può planare sopra le acque imbracati a un cavo di acciaio. Tutto intorno un “bioparco” in stile casereccio, come tutto il resto. Forse anche un po’ caciarone. Ma certo non si può dire che il richiamo non ci sia: d’estate c’è da stare in coda, prima di trovare un parcheggio.

Ma in fondo ai desideri di Puglia c’è un brillante più luminoso di tutti: lo svuotamento del lago, l’arrivo di milioni di persone, realizzare qualcosa mai visto in Garfagnana. Ci ha provato per anni, sbattendo contro porte chiuse. Poche settimane fa l’accordo con Enel che finalmente apriva alla possibilità di ripercorrere di nuovo le strade del paese sommerso. Ora la tegola dell’inchiesta giudiziaria: l’ennesima, per Puglia. Che spessissimo se l’è cavata: «Ho più assoluzioni di Berlusconi», ama dire. E di sicuro punta ad allungare la striscia positiva, anche questa volta.


 

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