Effetto Covid sul mattone, si teme un calo del 10%

Giuliano Satti, Natale Mancini di Casamica e Marco Lucchesi

Gli alloggi entro le mura negli ultimi 10 anni hanno perso il 30% del loro valore. Ecco cosa potrebbe succedere adesso

LUCCA. Effetto Covid sul mattone, si teme un ulteriore calo dei prezzi. Il 2019 secondo i dati dell’Omi si è chiuso con un lieve ribasso dei valori immobiliari di Lucca. Un segno meno (di circa 50 euro al mq) che riguarda quasi tutte le aree del Comune: dal centro storico alla periferia. É una tendenza consolidata: gli alloggi entro le mura negli ultimi 10 anni hanno perso il 30% del loro valore. Ciononostante il mercato era frizzante: le compravendite erano elevate, favorite da tassi di interesse particolarmente bassi e alimentate da chi punta sul mattone come investimento. A Lucca era florido il mercato degli affitti turistici brevi (circa 2.500 su Airbnb con un giro d’affari di 6,5 milioni nel 2018). E ora? Questa è la domanda che tutti si fanno. Tecnocasa e Nomisma preannunciano una ulteriore contrazione dei prezzi, stimabile tra il 3 e il 10%.

Con queste preoccupazioni ieri hanno riaperto i battenti molte agenzie immobiliari di Lucca. «È difficile dire quello che succederà – spiega Guliano Satti, titolare dell’omonima agenzia – Abbiamo riaperto e ci sono già diverse richieste per visite e appuntamenti da parte di potenziali acquirenti. Del resto non saranno due mesi a far cambiare idea o condizione a chi era già intenzionato ad acquistare. I venditori? Per ora nessuno ci ha chiesto di abbassare il prezzo per cedere più facilmente. Piuttosto la quarantena forzata ha modificato un po’ l’idea di casa: ci sono già persone che chiedono spazi all’aperto come giardini e ampi balconi, ma anche terreni per coltivare gli orti. Questo magari favorisce anche un tipo di alloggio più periferico. In ogni caso, prima di fare previsioni, aspetterei qualche giorno».


Ha riaperto i battenti anche Casamica, che proprio ieri festeggiava i 25 anni di attività: «C’è una buona energia e voglia di un ritorno alla normalità – spiega Natale Mancini, fondatore dell’agenzia con Paola Granucci – Le cose prima del Covid andavano bene: il 2019 era stato un anno positivo e il 2020 si era aperto sulla stessa lunghezza d’onda. Il primo effetto dell’epidemia lo si misura sugli short rent, gli affitti brevi per turisti. La nostra agenzia ha un reparto che ne gestisce una trentina su Lucca: dato che le prenotazioni per l’estate sono state cancellate molti proprietari si stanno riconvertendo agli affitti tradizional, alcuni potrebbero rimettere anche la casa in vendita. Calo dei prezzi? È una tendenza consolidata da qualche anno ed è possibile che il Covid influisca. Dovremo abituare i clienti: chi vende è sempre in ritardo sulle tendenze e ha una percezione più alta del valore dell’immobile. Di certo questa quarantena ha portato a rivedere la percezione degli spazi: in molti hanno sentito la mancanza di una stanza in più che in queste settimane sarebbe stata utile per lo smart working. E poi giardini e balconi si sono rivelati importanti e lo saranno nelle prossime compravendite. Da questo punto di vista la campagna aiuta: Gattaiola o Carignano sono a pochi minuti dal centro ma offrono ampi spazi».

Marco Lucchesi, di Idea Immobiliare, agenzia che sta curando la vendita degli alloggi di palazzo Tommasi in centro, non pare allarmato. «Gli immobili di fascia alta sentiranno poco l’influenza negativa del Covid – dice - Probabilmente il mercato di fascia media subirà una flessione, ma è difficile quantificare. I prezzi? In questi anni sono calati molto, il fondo l’abbiamo già toccato. Per gli affitti estivi non è che siano calati tanto: ho cercato ville con piscina o rustici per famiglie italiane intenzionate a passare le vacanze nella nostra provincia. Pensavo di avere gioco facile ma le dimore di pregio che lo scorso anno venivano affittate per 5-6mila dollari a settimana nonostante la crisi non si accontentano di 10mila euro al mese». —