Buoni spesa, centinaia di richieste in pochi giorni

Tra Lucca, Capannori, Barga e Altopascio le domande presentate da singoli e famiglie sono già 1.143

LUCCA.Con una propagazione subdola in una fase iniziale, per poi diventare veloce e violenta, il coronavirus ha minato la salute di migliaia di persone, seminando paura, malattia e morte. In parallelo e con lo stesso andamento ha messo a rischio la sopravvivenza economica, di singoli e famiglie. Persone che nell’arco di poche settimane, con il lavoro interrotto e la vita congelata per arrestare l’espandersi della pandemia, hanno visto se stesse inabissarsi nella povertà: anche solo sfamarsi è diventato un problema non da poco. È fin troppo evidente la lettura dei numeri di persone che nei maggiori comuni della Lucchesia, da quattro giorni a questa parte si sono rivolti ai numeri di telefono messi a disposizione dell’amministrazione per usufruire di buoni alimentari con i fondi messi a disposizione dal governo centrale.

i numeri


A Lucca, hanno chiesto aiuto per mangiare 136 persone lunedì 30 marzo, 91 martedì, 91 mercoledì e 130 ieri, giovedì. Andamento analogo a Capannori: in quattro giorni hanno chiesto sostegno per fare la spesa 520 persone (riconducibili ad altrettanti nuclei familiari. A Barga la raccolta delle domande è iniziata ieri: ne sono arrivate 25. A Castelnuovo di Garfagnana le domande sono cominciate ad arrivare mercoledì, e si aspetta qualche giorno per contarle. Ad Altopascio, in due giorni di attivazione del servizio (mercoledì e giovedì) sono arrivate 150 domande. In quattro giorni questi numeri, sommati, danno un totale di 1.143 domande. Sono tante, e sono riconducibili soltanto a quattro comuni, seppure i maggiori come dimensioni. Il dato più eclatante riguarda la composizione di questa utenza di aiuti: per il 70% a Lucca e per l’80% a Capannori si tratta di persone che non si erano mai rivolte prima al Comune per ricevere un aiuto. Si tratta in molti casi come viene confermato, di disoccupati, piccoli imprenditori, anche liberi professionisti all’inizio della propria attività. Ci sono persone che vivono sole e famiglie con bambini, genitori separati con figli, famiglie con anziani in casa. Un’utenza variegata e soprattutto nuova alla richiesta di aiuto sociale.

come funziona

In attesa che il servizio di distribuzione dei voucher venga strutturato, i Comuni di Lucca e Capannori sono partiti con la distribuzione di borse di generi alimentari per le famiglie che hanno fatto domanda di un aiuto. Intanto le amministrazioni comunali hanno emesso un avviso per individuare, nel giro di pochi giorni, negozi e supermercati che si renderanno disponibili per accogliere per la spesa le famiglie assegnatarie dei voucher che verranno distribuiti dai Comuni. Secondo le previsioni, la spesa con i voucher partirà da lunedì 6 aprile.

lucca e capannori

Il numero da chiamare è lo 0583 409061 (risponde, su quattro linee, la protezione civile). Viene registrato il contatto del richiedente, che poi viene richiamato dall’ufficio sociale per una breve intervista. Si apre una pratica e viene valutata la situazione familiare per stabilire il contributo da assegnare. La richiesta può essere inviata anche consegnando il modulo compilato per la richiesta di sostegno economico per l’acquisto di beni alimentari scaricabile dal sito internet del Comune. Ovviamente le spese fatte con i voucher saranno tracciate: i soldi dovranno essere spesi solo per comprare da mangiare. Tutta quanta la procedura sarà svolta nella massima riservatezza. Nell’arco di tre giorni dal ricevimento della domanda, il Comune conta di erogare i voucher della spesa. L’entità dei buoni della spesa verrà decisa caso per caso in base alla tipologia di famiglia che ne ha fatto richiesta. Ad esempio se in famiglia ci sono persone che hanno bisogno di alimenti speciali (ad esempio chi è celiaco) che hanno costi più elevati, il buono sarà parametrato su queste esigenze. a Capannori i voucher verranno dati anche per acquistare i farmaci. C’è da dire che nei due Comuni, la distribuzione di generi alimentari alle famiglie messe in difficoltà dal coronavirus era partita all’inizio dell’emergenza. In questa fase verranno utilizzati anche i fondi ricevuti dal governo. «Il nostro obiettivo - spiega l’assessora al sociale Valeria Giglioli - è che nessuno resti indietro, che nessuno sia lasciato solo. Invito a non avere timore a rivolgersi al Comune per un sostegno».