Contenuto riservato agli abbonati

Aggressione omofoba, difende l'amico e finisce in ospedale: «Per picchiarmi mi tenevano ferma»

Quando ha saputo che gli avevano dato uno schiaffo ha chiesto spiegazioni ma è stata aggredita a sua volta

LUCCA. Graffiata sul collo e nell’orecchio, bloccata da un ragazzo mentre altri la picchiavano. Buttata per terra, nel bagno, e giù botte tanto che alla fine è lei, intervenuta per difendere l’amico, ad aver avuto le conseguenze peggiori: contusione e distorsione al braccio, gesso e prognosi di 15 giorni. Sono passate meno di 48 ore dall’aggressione omofoba - sfociata poi in una rissa che avrebbe coinvolto decine di persone - in un locale di Altopascio e la ventenne ha ancora negli occhi la paura e la rabbia di chi voleva solo cercare un chiarimento con il ragazzo che poco prima aveva strappato la camicia, graffiato sulla schiena e dato uno schiaffo al suo amico, Simone Turini, 19 anni, ballerino di Santa Croce sull’Arno, dopo una sua esibizione di danza non programmata durante la festa Lgbt (Lesbiche, Gay, Bisessuali e Transgender) di venerdì 10 gennaio in un discopub di Altopascio. Simone è seduto accanto a lei e si sente in colpa per quello che le è accaduto. La guarda e scuote la testa, quasi con le lacrime agli occhi. «Io alla fine ho solo i graffi nella schiena - dice alzando la maglietta e mostrando i segni delle unghie sulla pelle - lei voleva chiedere spiegazioni sul perché mi avessero dato uno schiaffo e quando quel ragazzo ha risposto: “Perché è gay e gli piace il ca... in cu...” lei ha reagito dicendo: “Meglio lesbiche e gay che avere le corna”. E a quel punto la situazione è degenerata».

La ventenne era fuori a fumare una sigaretta quando Simone la raggiunge raccontandole cosa gli fosse appena capitato. Sono circa le due e mezzo del mattino. Due ragazzi, che si tenevano a braccetto, gli avevano appena bloccato la strada. Lui aveva tentato di passare, ma uno dei due l’aveva preso per la camicia, graffiato e dato uno schiaffo. «Un’altra nostra amica era già andata in bagno perché aveva visto che erano lì - racconta la ventenne - e voleva chiedere loro delle spiegazioni sullo schiaffo a Simone. Io l’ho raggiunta e ho fatto la domanda al giovane che gli aveva dato lo schiaffo. Dopo la mia risposta sulle “corna” una ragazza del loro gruppo ha iniziato a tirarmi i capelli. Loro erano in sei o sette e a quel punto mi sono venuti tutti addosso. Un ragazzo mi ha afferrata per il braccio ed è lì che probabilmente mi sono fatta male. Per picchiarmi uno mi teneva ferma ma io comunque ho cercato di difendermi come potevo, tirando calci. Poi è arrivato il buttafuori, e invece di portare via loro ha fatto uscire me».

Il gruppo dei ragazzi di Santa Croce si divide e in bagno resta un’altra ragazza, anche lei 20enne. «Uno mi ha afferrata per il collo - racconta - e io gli ho tirato un cazzotto e sono riuscita a raggiungere gli altri». I ragazzi si fermano un po’ all’interno del locale, sconvolti e spaventati. Ma nel frattempo fuori, gli aggressori avevano già preso i manganelli dalle macchine. «Noi li abbiamo visti da lontano - dicono - sembravano dei pezzi di ferro o qualcosa del genere. E con questi stavano distruggendo le macchine parcheggiate. Nel frattempo urlavano: “Froci di m...”, “Bastardi”. Poi si sentiva il rumore dei vetri rotti. Visto che avevamo anche noi la macchina parcheggiata siamo corsi via e per questo non abbiamo aspettato i carabinieri. Avevamo anche paura che ci riconoscessero».