Rivoluzione per i musei nazionali: accordo con Imt

Gli Alti studi studieranno la programmazione di Villa Guinigi e Palazzo Mansi, che avranno anche un ampliamento di orario



Due musei nazionali, decine fra ricercatori e docenti, una convenzione. Quella firmata la scorsa primavera tra Imt e il Polo museale della Toscana, che consegna all’istituto di Alti studi lucchesi la gestione di programmi e attività di valorizzazione di Villa Guinigi e palazzo Mansi. Un passaggio importante per il rilancio delle due strutture, oggi piuttosto al margine del movimento turistico della città.


Il progetto è seguito dalla professoressa Maria Luisa Catoni, archeologa e responsabile del centro Lynx: «Quello con il Polo museale è un accordo molto significativo, che consentirà anche ai nostri studenti di lavorare “sul campo”». A corollario di questo, due importanti novità: «Grazie alla Fondazione Cassa di Risparmio - spiega la professoressa Catoni - i musei potranno ampliare l’orario di apertura al pubblico. In secondo luogo Imt, grazie alla partecipazione vittoriosa a un bando della Regione, metterà a disposizione di questo progetto sei assegnisti di ricerca». Figura dotate di professionalità specifiche (archeologi, storici dell’arte, amministrativi) che integreranno i tre docenti di Imt che seguono il progetto (oltre a Catoni i professori Lorenzo Casini ed Emanuele Pellegrini) e gli studenti che, su base volontaria, sceglieranno di partecipare. «I dottorandi riceveranno un’email che chiederà la loro disponibilità - spiega la professoressa Catoni -: sono convinta che ci saranno diverse adesioni».

E proprio gli studenti del complesso di San Francesco potranno fornire la “scintilla” che fa decollare il progetto, grazie alle provenienze e alle formazioni più diverse, che caratterizzano Imt.

Ci sono già dei punti fermi che saranno essenziali per far crescere il contenuto della convenzione, che ha una durata di tre anni rinnovabile: «È essenziale - spiega la professoressa Catoni - realizzare un catalogo completo delle collezioni disponibili nei musei. Ogni pezzo avrà una propria scheda con la descrizione e l’immagine in alta definizione». Questo consentirà, fra l’altro, di preparare cataloghi, pubblicazioni, mostre tematiche. Tutte iniziative che saranno prese di concerto con chi lavora all’interno dei due musei nazionali, con una competenza costruita nel corso degli anni.

Un’occasione importante per Imt di interagire con il tessuto della città, ma anche di crescita per la scuola diretta da Pietro Pietrini: «Non esiste altro posto nel mondo - ragiona la professoressa Catoni - che pone così tante sfide come l’Italia a chi si occupa della conservazione e della valorizzazione dei beni culturali. Il nostro patrimonio è diffuso e vive all’interno delle città e con esse si deve mettere in relazione». —

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