A 91 anni prende la tessera della Lega, Salvini ne fa una stella dei social e lei: "Un'emozione grandissima"

Nonna Maria di Castelvecchio protagonista di un post del vice primo ministro: «È stata un’emozione grandissima»

CAPANNORI. È diventata una protagonista del web, capace di raccogliere una raffica di “like” e “cuoricini” (ieri sera eravamo attorno ia 10mila), questo nonostante non sia certo un’esperta del mondo informatico. Del resto, quando è nata lei, persino i telefoni erano una rarità, e adesso invece è una sorta di stella dei social. Lei è Maria Balducci Parenti, vive a Castelvecchio di Compito, ed è nata in una piccola frazione di Buti nel 1928. Nonna Maria, come la conoscono tutti in paese, ha 91 anni, ed è diventata famosa a livello nazionale grazie a un post di Marcella Maniglia, segretaria di Lucca e della Piana della Lega. La signora, infatti, aveva deciso di aderire al partito di Salvini e, come sottolineato dalla segretaria, sottoscrivere quella tessera ha assunto un valore particolare («Non avrei mai immaginato di compilare un cedolino con una data di nascita così importante»). La notizia è arrivata ai vertici partito del carroccio e non è passata inosservata, e lo stesso leader del partito Matteo Salvini le ha dedicato un post su Facebook e un tweet: «Nonna Maria, per te l’abbraccio mio e quello di tutta la nostra splendida Comunità!». . Un post che ha sollevato più consensi che polemiche. Certo, non sono mancate risposte critiche, ma rispetto a quanto avviene di solito sui post di Salvini e, più in generale, di tutti i politici – che sono per loro natura bersaglio contemporaneo di lodi come di attacchi, a volte anche feroci – quell’intervento del vice primo ministro ha riscosso quasi esclusivamente lodi, mentre sono stati pochissimi, molto meno del solito, quelli di disapprovazione. Merito anche del naturale moto di affetto che, nelle persone di buonsenso, ispirano i nostri anziani, indipendentemente dalle loro idee politiche.

E di certo non può non ispirare un moto di simpatia nonna Maria, che i suoi 91 anni (e non è un luogo comune) non li dimostra assolutamente, né nel fisico, né nello spirito. La decisione di iscriversi alla Lega, spiega, è maturata negli ultimi mesi, seguendo anche l’attività del figlio Giorgio Parenti, molti anni fa assessore a Capannori (con i sindaci Bullentini e Citti), riavvicinatosi alla politica, e al movimento leghista, negli ultimi mesi, dopo un lungo periodo di distacco da quel mondo. «In questo periodo – racconta Maria – Marcella (Maniglia ndr) ha frequentato spesso casa mia, è una ragazza eccezionale, di una grande simpatia». Certo, ammira Salvini, condivide le scelte politiche del figlio, ma è stata soprattutto la segretaria a conquistare il suo affetto. Lei che, per tutta la vita, di politica si era interessata poco o nulla. In passato era stata iscritta alla Democrazia Cristiana, ma da quando il partito aveva di fatto cessato di esistere, ormai decenni fa, non aveva più fatto nessuna tessera, fino alla comparsa sulla scena politica di Salvini. Lo stesso Salvini che ieri l’ha citata sui social: «Un’emozione grandissima», racconta Maria.


Una gratificazione arrivata dopo una vita che non è stata certo tutta rose e fiori, come per molti della sua generazione: «Sono nata in un borgo di quattro case in mezzo al bosco, per andare a messa e per andare a scuola dovevo fare otto chilometri a piedi. Quando mi sono trasferita a Castelvecchio per me era come essere andata a stare in Fillungo. Nel mio paese ero riuscita ad arrivare alla seconda elementare, una volta qui ho cominciato a frequentare le scuole serali per prendere la licenza e l’ho fatto con una grandissima gioia. È difficile capire come certe cose siano importanti fino a quando non ti mancano».

Poi una vita ad accudire la famiglia e a lavorare col marito, come artigiana di maglieria. In paese la conoscono tutti come la “sarta di Castelvecchio”, anche se lei si schernisce: «Non ero una sarta, facevo qualche lavoretto di cucitura». E ancora oggi è molto attiva, come confermano il figlio Giorgio e Giovanni, un amico di famiglia di vecchia data («Per me è come un secondo figlio») che è venuto a farle visita. Non disdegna, per esempio, di partecipare alle serate karaoke con il figlio, grande appassionato di canto.

Come tutti i nostri nonni, anche se spesso ce ne dimentichiamo, di storie di vita da raccontare ne avrebbe tantissime. Tra queste un aneddoto curioso, quello di un altro nonno, quello di Maria («Il babbo di mia mamma»), e il mistero dei poderi: suo nonno, infatti, andava “all’opra”, ossia a lavorare come bracciante. Per un periodo scompariva per alcuni giorni per andare a lavorare e, ogni volta che tornava, comprava un podere: da qui la leggenda che avesse scoperto una ricchezza nascosta, magari proprio il leggendario tesoro del bandito Orcino che agiva da quelle parti, e mai (forse) ritrovato. «Ma lui – racconta Maria – ha sempre negato». La storia resta comunque affascinante, e ti fa capire quanto sia importante, al di là di un post su Fb o delle idee politiche, raccogliere la memoria di chi in questo mondo è arrivato prima di noi. 



Luigi Spinosi