I bulli truccarono i voti sul pc dell’insegnante, preside finisce sotto processo

Lucca, il gip ordina al procuratore l’imputazione coatta per omessa denuncia legata all’interruzione di pubblico servizio

LUCCA. Il preside dell’Itc Carrara, Cesare Lazzari, finisce sotto processo per omessa denuncia legata all’interruzione di pubblico servizio. Una decisione a sorpresa dopo che il procuratore Pietro Suchan e il sostituto Sara Polino avevano chiesto l’archiviazione per il preside in relazione alla famigerata prima classe dell’istituto tecnico commerciale con sei studenti - di età compresa tra i 16 e i 17 anni - che ad aprile 2018 offesero il loro professore di lettere durante l’orario di lezione e diffusero la scena, ripresa poi da alcuni cellulari, inviando il video in alcuni gruppi WhatsApp e poi sui social network. Il giudice delle indagini preliminari Riccardo Nerucci che venerdì si era riservato la decisione, ieri mattina non ha accolto l’istanza della procura e ha ordinato che l’ufficio del pm entro 10 giorni formuli l’imputazione coatta nei confronti del dirigente dell’Itc.

LE MOTIVAZIONI


Logico attendersi - da parte dei legali del preside - contromosse di natura giuridica. Resta comunque da capire cosa ha spinto il giudice a prendere una decisione che, specie nel mondo della scuola e soprattutto dei suoi dirigenti, crea apprensione. L’indagine era stata delegata alla polizia postale che aveva preso a sommarie informazioni le dichiarazioni del professore di lettere, vittima degli studenti bulli, ma anche quelle di altri insegnanti.

Da quei verbali era emerso un quadro generale non certo idilliaco. In particolare nell’inverno del 2017 durante l’ora in cui il professore di lettere stava facendo lezione, gli studenti avrebbero modificato i voti sul pc di un’insegnante che aveva lasciato momentaneamente in classe. Al posto di voti in larga parte gravemente insufficienti erano comparsi una raffica di 10. La professoressa si era immediatamente accorta della variazioni dei voti e aveva provveduto, una volta avvertito il preside, a ripristinare la valutazione originaria. Alla fine uno solo dei ragazzi - reo confesso - era stato punito con una sospensione temporanea. Per il giudice il fatto presuppone il compimento di un reato di natura penale perché «turba la regolarità di un ufficio o di un servizio pubblico».

E il preside avrebbe dovuto presentare una denuncia all’autorità giudiziaria. Tuttavia sul caso di specie - il comportamento del dirigente dell’Itc Carrara in relazione ai sei studenti-bulli, poi condannati dal gup del tribunale dei minori con la «messa alla prova», accusati di violenza privata, minaccia aggravata, interruzione di pubblico servizio - la richiesta di archiviazione era legittimata dalla denuncia del 18 aprile (i fatti sono del 10 aprile) e dai provvedimenti presi da Lazzari una volta venuto a conoscenza degli insulti e delle minacce al professore. Secondo la procura il dirigente avrebbe cercato di rendere partecipi delle condotte anche le famiglie degli studenti coinvolti. I minori erano stati più volte segnalati dagli insegnanti per atteggiamenti irrispettosi, per disturbo alle lezioni e per illeciti disciplinari e per punirli era stato riunito anche il Consiglio di classe che aveva portato all’applicazione di sospensioni.