Emergenza sangue in Toscana, a Lucca donazioni in ripresa

In tutta la Regione c’è carenza di cinque gruppi su otto: rischio stop agli interventi. Sul territorio dell’ex Als 2 il 2019 è iniziato positivamente. Parla la responsabile

LUCCA. Forse non tutti lo sanno ma esiste un bollettino meteo del sangue e anche lì il periodo è nero. È questo il colore prevalente nello specchietto visibile online e aggiornato in tempo reale dagli operatori del centro regionale i quali segnalano “una grave carenza dei gruppi A+, A-, B-, 0+, 0-. Cinque su otto, dunque, che nella tabella vengono caratterizzati dal colore nero, quello riservato alle Emergenze (poi ci sono il giallo per le Eccedenze, il verde per il livello Stabile e l’arancione per le situazioni di Fragile equilibrio). . La situazione dunque è critica e c’è il rischio che questa carenza possa portare a una riduzione degli eventi chirurgici programmati. Lucca non è un’isola felice dato che la gestione del sangue è centralizzata a livello regionale e che il calo delle donazioni è generalizzato. I dati del resto parlano chiaro: sul territorio dell’ex Asl 2 si è passati dalle 18.155 donazioni del 2011 alle 13.597 del 2018. un calo di oltre 4.500 unità. I motivi di questo trend negativo sono molteplici: il ricambio generazionale, la stretta sugli esami e il rinnovamento delle procedure con l’introduzione della donazione differita che costringe l’utente a venire due volte (la prima per i controlli la seconda per il prelievo). Tuttavia dopo anni di calo sul territorio di Lucca si comincia a intravedere qualche segnale positivo che lascia sperare in un’inversione di tendenza: «Sì – dice la dottoressa Rosaria Bonini, i, direttrice della struttura complessa di Medicina trasfusionale ed Immunoematologia dell’ambito territoriale di Lucca. Abbiamo chiuso il 2018 con 12 donazioni in più rispetto all’anno precedente e in questi primi mesi del 2019 il saldo è positivo: siamo a +61. Aspettiamo la fine dell’anno per capire se siamo davvero di fronte a un’inversione di tendenza. Credo che parte del merito sia delle associazioni presenti sul territorio e dell’attività che ogni anno portiamo avanti con gli studenti delle scuole per sensibilizzarli sull’importanza della donazione. Nonostante questi dati positivi l’emergenza rimane e tocca anche il nostro territorio perché la gestione del sangue è centralizzata: tutto quello che raccogliamo viene poi inviato all’officina trasfusionale di Cisanello che lo redistribuisce sulla base dei bisogni delle varie aree. La situazione è critica anche se per il momento qui a Lucca non è stato necessario ridurre le attività chirurgiche programmate. Merito anche di un’attenta valutazione dell’appropriatezza delle terapie trasfusionali». Negli ospedali il sangue è una necessità quotidiana; serve per gli interventi chirurgici ma anche per le terapie dei malati di tumori e leucemie e altro patologie croniche. «Lo zero negativo è quello che viene accumulato prudenzialmente in maggior quantità. Il motivo? È il “donatore universale” e in caso di carenza degli altri gruppi può essere usato per le trasfusioni in emergenza. I più comuni, invece, sono l’A e lo 0 positivo (35-40%), mentre B e soprattutto AB sono meno diffusi». —

G.P.