Bici a razzo, rischi e “vaffa”: sulle Mura niente è cambiato

Viaggio sulla cerchia per verificare il rispetto delle norme di sicurezza C’è chi sfreccia con i risciò e chi fa un picnic a pochi passi dallo strapiombo

LUCCA.Da cinquecento anni sono lì a proteggere la città che ne ha fatto il suo monumento simbolo. Orgoglio degli abitanti e tappa immancabile per i turisti che arrivano in ogni stagione dell’anno.

Sono le Mura di Lucca, magnifico esempio di architettura rinascimentale che il mondo intero ci invidia, negli ultimi tempi al centro di polemiche a causa della loro presunta pericolosità. A innescare la miccia è stato l’incidente avvenuto la scorsa estate ai danni di un bambino francese caduto nella cannoniera del baluardo San Regolo, la cui famiglia si è poi rivolta al tribunale, chiedendo i danni al Comune. Fatto che ha suscitato rabbia e indignazione dei cittadini lucchesi e di alcuni storici paesaggistici che, inorriditi, hanno alzato un muro sulla proposta di costruire una protezione intorno all’arborato cerchio.



Dove forse basterebbe soltanto usare un po’ d’attenzione e di buonsenso per non farsi male e magari tenere d’occhio i bambini senza farli scorrazzare liberamente sui parapetti. Comportamenti sconsiderati possono, si è visto, portare conseguenza talvolta anche drammatiche.

Ma molti se ne infischiano e continuano a camminare e sporgersi verso l’esterno, ignorando gli avvertimenti alla prudenza redatti in quattro lingue sui 120 cartelli sparsi lungo l’intero percorso, alcuni dei quali già rovinati dalla mano dei vandali. Abbiamo fatto un giro di Mura per vedere da vicino se qualcosa era cambiato, ma il copione è lo stesso.

Mentre camminavamo guardandoci intorno e scansandoci per non essere investiti dai risciò che procedevano a tutta velocità e spesso contromano, ci siamo infatti imbattuti in giovani che correvano sui parapetti interni ed esterni del monumento e facevano acrobazie con la bicicletta.

Qualcuno, forse per farsi bello sui social, si faceva riprendere col telefonino. Più in là due famiglie straniere chiacchieravano tranquillamente sdraiate su una coperta, incuranti del rischio che correvano i loro bambini giocando a pochi centimetri dal vuoto. Un anziano cittadino ha addirittura ricevuto un “vaffa” per aver suggerito a un gruppo di ragazzi di scendere da un poggio, perché pericoloso.

Se a poco servono gli avvisi e il buonsenso, non resta quindi che stare alla sorte, considerando l’impossibilità di un servizio di vigilanza H24 che certo non potrebbe garantire la presenza ovunque.

L’unica ricetta rimane la prudenza, escludendo ringhiere e reti metalliche che vanificherebbero il fascino del monumento più bello di Lucca. Che comunque meriterebbe maggiore rispetto, soprattutto per quanto riguarda il decoro urbano. La nostra passeggiata sulle Mura ci ha permesso di “toccare con mano” tante criticità, dovute soprattutto all’incuria e alla trascuratezza del monumento che in alcuni tratti appare quasi in stato di abbandono.

Un biglietto da visita non proprio edificante per la città. Nulla da dire per il taglio dell’erba - anche troppo frequente, da non consentire la vita dei fiori che appena nati vengono falciati - e per la pulizia dei viali e degli spazi erbosi, ma i manifesti “Ultimo avamposto” affissi durante Lucca Comics alle finestre della casermetta del baluardo San Frediano e il cartello sul cancello della cannoniera del baluardo San Donato che ancora segnala la mostra di scultura Lapidarium di due anni fa, proprio non hanno ragione di esserci. Per non parlare dei totem collocati anni fa su tutti i baluardi che ne indicavano le caratteristiche e la storia, oggi arrugginiti e illeggibili e spesso coperti da adesivi e scarabocchi. E che dire dei monconi di alberi non ancora sostituiti sui baluardi e lungo le cortine, dove le panchine - diverse per forma e materiali - sono collocate a casaccio. Lunghi tratti della passeggiata sono infatti totalmente privi di panche per sedersi che invece si concentrano in alcuni punti, creando disarmonia all’arredo della cerchia muraria. In balia dell’incuria anche alcune rastrelliere per le biciclette, come quella di fianco al castello di Porta S. Maria, sporca e coperta di erbacce. A dare il colpo di grazia sono le transenne e le innumerevoli reti metalliche sparse ovunque su buona parte dei baluardi, dove i proprietari di cani devono organizzarsi, perché i distributori di sacchetti per la raccolta degli escrementi sono inutilizzabili. La passeggiata è finita. Scendiamo dalle Mura delusi e arrabbiati, sperando di rivederle presto belle e curate come lo sono state per tanto tempo. —


 

La guida allo shopping del Gruppo Gedi