«Le nuove norme? Fanno peggio Il governo ascolti i sindacati»

Rossi analizza i dati occupazionali e denuncia il “lavoro povero” A Lucca ok il cartario ma tessile, calzaturiero ed edilizia sono in caduta 

il colloquio

«Il decreto Dignità? Quando le cose sono fatte in maniera approssimativa non risolvono i problemi ma al contrario li aumentano». Rossano Rossi, segretario generale della Cgil in provincia di Lucca, è lapidario nel commentare i dati sugli avviamenti del terzo trimestre 2018, il primo in cui si misurano gli effetti delle novità introdotte dal governo in materia di occupazione. Sabato Rossi era a Roma (quattro i pullman partiti da Lucca, più alcuni attivisti arrivati in treno) per la manifestazione unitaria dei sindacati: «C’è bisogno di dare una svegliata al governo – dice il segretario – Quello del lavoro è uno dei settori in cui l’Italia è messa peggio a livello europeo. Le statistiche ovviamente conteggiano gli avviamenti al lavoro, ma sono dati che vanno analizzati in profondità. La stragrande maggioranza delle assunzioni sono a tempo determinato e dunque la stessa persona spesso fa più di un contratto a trimestre. Questo fa alzare il numero degli avviamenti. Per avere un quadro veritiero bisognerebbe guardare quanto guadagnano questi lavoratori, che tipologia di contratti hanno e quante ore fanno al mese. Si scoprirebbe che molti sono occupati per meno di quaranta ore e prendono stipendi bassissimi. Non a caso siamo al penultimo posto in Europa per il cosiddetto “lavoro povero”».


Rossi concorda sul fatto che il calo delle assunzioni dell’ultimo trimestre possa essere determinato dall’entrata in vigore del decreto Dignità: «Inutile nascondersi – dice – i provvedimenti del governo hanno aumentato la precarietà. Invece di porre un tetto di 24 mesi ai contratti a termine, scelta che ha lasciato senza un posto molte persone, bastava dire alle aziende che dopo quel lasso di tempo o assumevano il lavoratore o non avrebbero potuto prenderne altri a tempo determinato. Non era difficile ma si è scelto di fare diversamente. E queste sono le conseguenze. Il lieve aumento dei tempi indeterminati? Bisognerebbe vedere bene di cosa si tratta: ultimamente tra gli indeterminati si trovano molti lavori part-time pagati poco e male. La situazione di Lucca è nota: vanno bene il cartario e la meccanica per le cartiere. Anche la nautica, nonostante luci e ombre, regge. Male il calzaturiero e il tessile, mentre l’edilizia è sempre in caduta libera». —

G.P.