Lavoro in provincia di Lucca, i primi effetti del decreto Dignità: calano gli avviamenti ma aumenta leggermente il numero dei tempi indeterminati. Lo rivelano i dati del III trimestre del 2018 raccolti dall’osservatorio della Regione Toscana: nei mesi di luglio, agosto e settembre le persone che hanno trovato un’occupazione sono state 18.240 (9.045 a Lucca, 1.677 in Valle del Serchio, 7.518 in Versilia). Di queste 3.797 (20%) hanno trovato un’occupazione in alberghi e ristoranti, 2.771 (15%) nella pubblica amministrazione (istruzione e sanità), 2.209 (12%) nei servizi alle imprese, 1.978 (11%) nelle attività manifatturiere. Il resto è sparpagliato in vari settori. Veniamo alle tipologie di contratto: di queste 18.240 assunzioni solo l’8,8% è a tempo indeterminato; il 52,1% ha già una scadenza; il 12,3% sono contratti in somministrazione (ovvero con le agenzie per il lavoro); il 9,4% va al cosiddetto lavoro intermittente spesso usato per addetti al centralino, guardiani, receptionist. Il resto delle assunzioni è polverizzato nella miriade di contratti previsti dalle normative.
Presi così questi numeri dicono poco. Per cercare di capirne il significato e di cogliere le tendenze del mercato, occorre metterli in rapporto con quelli che li precedono. Rispetto al II trimestre del 2018 non c’è paragone: le assunzioni furono 27.651 questo paragone è poco significativo. Il periodo aprile, maggio giugno è storicamente quello in cui si registra il maggior numero di assunzioni perché in questi mesi vengono contrattualizzati gli stagionali. Un fenomeno che riguarda soprattutto in Versilia ma ultimamente molto anche a Lucca. Anche rispetto al IV trimestre del 2017 (19.422) e al primo del 2018 ( 20.298) il saldo è negativo. Il confronto più appropriato, però, è quello con lo stesso periodo dell’anno precedente, ovvero il terzo trimestre del 2017. Qui si notano principalmente due cose: gli avviamenti, ovvero il numero di persone che hanno trovato un lavoro, sono calati di 1.181 unità (-6,1%, da 19.421 a 18.240), mentre la quota dei contratti a tempo indeterminato sul totale è leggermente aumentata, passando dal 7,2% del 2017 all’8,8%. Si tratta di poco più di 200 persone (+1,6%)
Come leggere questi due dati? Certo, secondo l’Istat proprio nel terzo trimestre il Pil del Paese si è fermato e probabilmente anche l’economia lucchese ne ha fatto le spese. Un’altra chiave di lettura la suggerisce il calendario. Ad agosto 2018 è entrato in vigore il cosiddetto decreto Dignità, che ha introdotto alcune novità in materia di lavoro. Tra queste l’abbassamento a 24 mesi (con un massimo di quattro proroghe) dei contratti a tempo determinato ma anche la proroga del bonus assunzioni per gli under 35. Di fatto questo è il primo trimestre in cui si misurano (seppure in vigenza del regime transitorio per i contratti in essere) i primi effetti delle novità introdotte dal governo. E i dati non sono buoni come ci spiega qua sotto il sindacalista Rossano Rossi, segretario generale della Cgil provinciale. —

