Spara al rivale del calcio balilla e lo travolge con la macchina

Arrestato, condannato a un anno e rimesso subito in libertà impiegato informatico dopo l’aggressione a S. Margherita di Capannori

CAPANNORI. Anche con il calcio balilla si può rischiare la vita. Accade che un’insignificante partita a biliardino - tenutasi a notte fonda in un bar a Santa Margherita di Capannori - si trasforma in un’occasione per mostrare i muscoli. E dalle parole si passa prima alle vie di fatto e poi all’uso delle armi. Anzi, delle pistole «fai da te». Visto che ormai sono tante le persone che tendono a dotarsi di un revolver per legittimare i propri diritti o riparare a presunti torti subiti.

Così un impiegato informatico di 38 anni - Alessandro Cioncolini, originario di Siena e residente a S. Margherita - finisce in manette con l’accusa di lesioni personali, minaccia aggravata dall’uso delle armi e porto abusivo di una pistola a salve modificata. Il suo bersaglio è il rivale di gioco: un falegname di 25 anni che nemmeno conosce. Non contento di aver esploso un colpo di pistola caricata a pallini in piombo, che inavvertitamente colpisce un altro avventore, uscendo dal locale e risalendo in auto travolge il carpentiere e lo trascina con per alcuni metri procurandogli, oltre allo shock emotivo, anche un politrauma e contusioni che i medici del pronto soccorso del San Luca, dove viene accompagnato, giudicano guaribili in un mese.


È trascorsa la mezzanotte tra venerdì 16 e sabato 17 novembre. Un gruppo di persone all’interno del bar “Eurocaffetteria” di Xu Xiaohao in via della Madonnina a Santa Margherita stanno giocando a biliardino. Manovrano le sagome dei piccoli calciatori cercando di colpire la pallina per spingerla nella porta avversaria. Nella concitazione del gioco avviene un primo contatto fisico, forse involontario, tra l’impiegato informatico e il falegname. E la tensione sale alle stelle come se in palio ci fosse la finale del mondiale di biliardino. Urla, spintoni, spallate, frasi minacciose. Gli avventori dividono i contendenti e tutto sembra tornare alla normalità. Sembra...

Cioncolini abbandona il locale per far ritorno a casa. Ma la sua assenza dura pochi minuti. Perché l’impiegato ricompare nel bar. Due spallate e un cazzotto al volto del rivale. Ma soprattutto impugna una pistola e grida ripetutamente in faccia al malcapitato una frase terribile: «Ti ammazzo!». L’arma, fortunatamente non è un vero revolver. Si tratta di una rivoltella a salve, di una scacciacani modificata. Un modello 92 automatico calibro 8 marca Bruni con canna di 15 centimetri, in grado di espellere pallini in piombo di 4,5 millimetri. Un’arma che non uccide, ma è in grado di farti male.

Cioncolini esplode un colpo di pistola a 10 metri di distanza dal rivale, ma attinge al petto un amico del falegname intervenuto in sua difesa procurandogli ferite superficiali. A quel punto le persone nel bar cercano di bloccarlo. Lui fugge fuori e sale in auto. Nella concitazione, facendo retromarcia, travolge il falegname, uscito dal locale e con cui aveva avuto il diverbio, trascinandolo per alcuni metri e facendolo cadere.

La fuga dell’impiegato dura poco. I carabinieri di Capannori, in base alle indicazioni raccolte lo prelevano nell’abitazione e sequestrano, in camera da letto, la pistola e 24 cartucce modificate con l’inserimento di un pallino in piombo al posto dell’ogiva. Ieri mattina Cioncolini, un precedente di polizia per resistenza, viene processato con rito direttissimo dal giudice Alessandro Dal Torrione. Grazie al patteggiamento (pena ridotta di un terzo) se la cava con un anno di reclusione e torna libero.