Tifose aggredite, parla il questore: non dovevano essere lì

La maggior parte deli ospiti è stata scortata fino al casello. «Le signore non hanno seguito le direttive». Al vaglio i video

LUCCA. «Mi dispiace per l’accaduto, la responsabilità primaria è da addebitare a quei 10 ultrà. Ma quelle signore non avrebbero dovuto trovarsi lì».

È questo, in sintesi, il pensiero del questore Vito Montaruli raccolto dal Tirreno a due giorni dal vile assalto operato da una decina di ultrà rossoneri al termine del match casalingo con l’Arezzo. Tre donne – di 27, 47 e 77 anni – aggredite a bordo della loro macchina mentre stavano facendo ritorno a casa: sprangate, cinghiate e minacce che, oltre a danneggiare la vettura, hanno terrorizzato le tre tifose e sporcato l’immagine della città di Lucca. Come e perché sia potuta accadere una cosa del genere dovrà essere appurato dalle indagini in corso d’opera: «Purtroppo quelle signore non avrebbero dovuto trovarsi in quel punto – spiega il questore – Per motivi che stiamo cercando di verificare non hanno seguito il percorso previsto per le auto e i pullman dei tifosi aretini (circa 240 quelli presenti al Porta Elisa, ndr) che sono stati scortati dalle forze dell’ordine fino al casello autostradale. Non ne erano informate? Mi pare insolito ma cercheremo di approfondire. Certo è sta che la maggior parte dei supporter aretini hanno seguito le nostre indicazioni e la scorta è stata eseguita senza problemi».



A quanto risulta l’aggressione sarebbe avvenuta in viale Roosevelt, lontano da dove escono i tifosi ospiti (via Barbantini), e per di più vicina alle aree di sosta usate da alcuni supporter della Lucchese (piazza della Concordia). Di certo, oltre alla Opel delle tre donne, almeno un’altra macchina di fan aretini ha fatto lo stesso tragitto e ha incrociato per prima (riuscendo però a fuggire) il gruppetto dei picchiatori rossoneri.

Intanto le indagini vanno avanti: secondo notizie di agenzia ieri le tre donne sono state chiamate in questura ad Arezzo per visionare dei filmati realizzati al Porta Elisa durante il match. Nei fotogrammi avrebbero riconosciuto almeno uno dei loro aggressori. Ma cosa rischiano i responsabili: «Per loro ci sarà il Daspo (divieto di accedere alle manifestazioni sportive) – spiega il Questore Montaruli – Verrà applicato al massimo della durata consentita (tre anni che possono arrivare fino a 5 in caso di recidiva, ndr). Stiamo lavorando per individuare questi soggetti». Il giorno prima dell’assalto alle tre donne c’è stato il pestaggio di un 25enne, di notte, in centro. Anch’esso pare riconducibile agli stessi ambienti: «Ci stiamo occupando in modo approfondito di entrambi gli episodi – conclude il questore – Purtroppo fatti di questo tipo non sono una novità per Lucca. Se la città dovesse affrontare di nuovo i problemi del passato, adotteremo le soluzioni positive di allora».