Meno cene fuori e più escursioni Il turista moderno vuole la bicicletta

Lo dicono i numeri di Confesercenti calcolati anche su Lucca I soldi dei turisti: 12,6% in noleggio mezzi e 13,3% nei locali

LUCCA

«I dati rispecchiano perfettamente la situazione del tessuto commerciale cittadino. Tra le città utilizzate come campioni della ricerca c’è anche Lucca». A parlare è Claudio Togni, referente e rappresentante dei ristoratori della città per Confesercenti.


Nei giorni scorsi, a Roma, in occasione del raduno nazionale degli iscritti all’associazione di categoria, sono state presentate le cifre del “nuovo turismo”. Un report dettagliato, che traccia la fisionomia del turista moderno. Che spende meno e che, soprattutto, ha altre priorità rispetto al passato. Nell’edizione cartacea di ieri abbiamo raccontato la delusione e la rassegnazione dei ristoratori di piazza Anfiteatro e dintorni, sconsolati dal calo degli affari, in alcuni casi anche del 30% rispetto all’anno scorso. Una discesa rapida e decisa, agevolata dal numero sempre maggiore di attività di ristorazione in città.

Tradotto: la torta è sempre la solita. Ma mangiarla in quattro è un conto, dividerla in dieci è tutta un’altra cosa. Ecco perché i ristoratori chiedono al Comune un giro di vite e regole stringenti per ciò che riguarda le licenze per l’apertura di locali. I numeri del rapporto Confesercenti, realizzato in collaborazione con Assoturismo, Federazione italiana esercenti pubblici e uristici (in sigla Fiepet), e coordinato dal Centro studi turistici, parlano di un cambio di rotta della spesa dei turisti, che utilizzano solo il 13, 3% dei loro soldi, durante la vacanze, per mangiare nei ristoranti. Quasi la stessa percentuale destinata a trasporti e noleggio di bici e auto: 12, 6%. Meno pranzi e cene nei locali o sempre più voglia di mettersi in sella a una bici e girare autonomamente per le città? Entrambe le cose.

Un pezzo di focaccia farcito, due pedali, una mappa e l’immancabile macchina fotografica al collo. Questo è il turista di oggi. A Lucca e non solo. E contrariamente a quanto si potrebbe pensare, chi ha un’attività di noleggio bici in città non naviga in buone acque. «Siamo in calo del 30%, abbiamo perso marzo e aprile a causa delle piogge. E poi ormai siamo tantissimi», spiega Gianluca Giurlani, titolare di Tourist Center, in piazzale Ricasoli dal 2012. Che si parli di spaghetti o pedali, la storia è sempre la solita. Non appena c’è un segmento commerciale che dimostra di avere gambe forti per correre verso lo sviluppo, tutti ci si gettano sopra, inondando il mercato e, di fatto, bloccandolo. «I turisti spendono di più nel noleggio bici. Noi, però - dice Magda Cangeri, del Punto Bici Lucca, aperto nel 2009 in via del Crocifisso - non ce ne accorgiamo perché ogni giorni apre un noleggio nuovo, spesso anche improvvisato, e il giro d’affari si spalma, lasciando tutti insoddisfatti».

Ristorazione e noleggio di mezzi di trasporto. Due settori così lontani, ma così vicini. Dove regna l’improvvisazione, dove chi, sognando soldi “facili”, d’un tratto diventa commerciante.

«Molti chiudono velocemente. In ogni lavoro - dice ancora Cangeri - bisogna saperci fare. Coi clienti e non soltanto». Lucca, comunque, ha una storia anche nell’ambito delle biciclette. E due pagine importanti, senza dubbio, sono state scritte da Noleggio Bici Poli e da Cicli Bizzarri. «Questa città riesce a mantenere un fascino fatale per molti turisti, che ogni anno tornano. In generale c’è un calo di visitatori e di incasso, nell’ordine del 15-20% in meno rispetto allo scorso anno - spiega Pier Luigi Poli - ma è fisiologico. Il trend negli ultimi anni, comunque, è positivo».

Diversa l’opinione che arriva da Cicli Bizzarri: «Premesso che ormai i noleggiatori sono troppi, Lucca sta perdendo seguito e sta attirando turisti di bassa qualità». —