Orto botanico a misura di carrozzina

Inaugurato il percorso dedicato che permette ai disabili di visitare il grande giardino sotto le Mura

LUCCA. In sedia a rotelle tra i profumi e la bellezza degli alberi monumentali. Dopo i percorsi tattili e sensoriali per non vedenti, l'Orto Botanico diventa ancora più accessibile grazie a un sentiero pensato per chi si muove in carrozzina.

Si tratta di una passerella di doghe in legno che si inserisce negli stradelli storici dell'Orto, consentendo alle persone con disabilità motoria di spostarsi in comodità con la sedia a rotelle ed evitare così il disagio del ghiaino di cui sono pieni tali stradelli.


Il percorso, poco più di 200 metri lineari, collega il sotterraneo e la casermetta San Regolo con la porta di via del Giardino Botanico, adibita a ingresso disabili, fino al laghetto dalla parte opposta. La soluzione del piano a doghe di legno è stata scelta perché ecologica e più adatta esteticamente: i problemi di drenaggio e la presenza delle radici degli alberi, infatti, hanno sconsigliato la realizzazione di opere fisse più invasive e poco permeabili alle acque di scolo.

I lavori sono stati finanziati dall'Opera delle Mura con un importo di 30mila euro e hanno ricevuto l'approvazione di Paolo Bonassin, consigliere Anmil addetto alle barriere architettoniche, che ne ha seguito e testato la realizzazione fin dalla partenza.

Soddisfatto anche il sindaco Alessandro Tambellini, che ricorda come l'Orto non sia solamente un giardino storico bellissimo – fu istituito nel 1820 -, ma un vero e proprio museo, dove i visitatori sono in continuo aumento (circa trentamila lo scorso anno) anche grazie ai numerosi interventi per la sua valorizzazione, compresi quelli di abbattimento delle barriere architettoniche. Che, appunto, non sono gli unici ad accompagnare il nuovo inizio di stagione, partita ufficialmente il 21 marzo con la riapertura al pubblico dopo la pausa invernale.

Ne elenca alcuni Alessandro Biancalana, presidente dell'Opera delle Mura: il restauro della biblioteca e degli erbari, il rinnovo del database per l'inventario delle specie conservate, l'aggiornamento della cartellonistica alle norme internazionali. Quest'ultimo intervento, cominciato due anni fa e in via di conclusione nel 2018, ha portato alla nuova schedatura di circa 1200 esemplari, di ognuno dei quali i visitatori leggeranno tutto sui cartellini: famiglia botanica, anno di ingresso nell'Orto, nome scientifico e nome comune, autore (cioè il botanico che lo ha descritto per la prima volta) e provenienza. E, in vista del bicentenario, il giardino voluto da Maria Luisa di Borbone avrà presto un curatore, figura fondamentale che mancava da molto tempo. Il tempo di indire il bando ed espletare il concorso.